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Aggressione a Micovschi, Daspo per tre tifosi biancoverdi

Il questore di Avellino, Maurizio Terrazzi, ha notificato tre Daspo di sei anni, con obbligo di firma, ad altrettanti tifosi biancoverdi, resisi protagonisti, lo scorso 4 maggio, di un’aggressione nei confronti del calciatore dell’Avellino Claudiu Micovschi, al termine della gara playoff persa contro il Foggia (1-2).

La vicenda

Nella mattinata del 23 maggio scorso, nell’ambito di un’attività indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino, personale della Digos della Questura di Avellino ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di tre persone appartenenti alla tifoseria organizzata dell’U.S. Avellino, un ventiduenne e due trentenni, tutti già destinatari in passato di provvedimenti di D.A.SPO., uno tuttora in atto, in quanto ritenuti gravemente indiziati, allo stato delle indagini, del delitto di rapina aggravata, perché, in concorso e riunione tra loro, oltre che con una donna, allo stato non identificata, con violenza e minaccia, costringevano un calciatore dell’U.S. Avellino a spogliarsi e a consegnar loro la tuta ufficiale, perché ritenuto indegno di indossarla.

I fatti risalgono alla sera del 4 maggio scorso, allorquando presso lo stadio Partenio Lombardi di Avellino si è svolto l’incontro di calcio tra l’US Avellino 1912 e il Foggia. L’incontro terminava con la vittoria della squadra ospite, che comportava l’eliminazione dell’Avellino calcio dalla fase dei play off di serie C, motivo per il quale frange di ultras si assembravano all’altezza della “Tribuna Terminio”, per tentare di raggiungere la porta carraia dello stadio e contestare i calciatori all’uscita, proposito non realizzato per effetto dell’attività di mediazione posta in essere da personale D.i.g.o.s. e della contestuale presenza delle Forze dell’Ordine. Allontanati tutti i tifosi, i calciatori potevano lasciare lo stadio alla spicciolata a bordo delle proprie autovetture. Poco dopo personale della D.i.g.o.s. apprendeva che un calciatore dell’Avellino, mentre rincasava con la propria autovettura, aveva subìto un’aggressione fisica da un gruppo di ultras. Venivano immediatamente avviate le prime indagini che permettevano di riscontrare la fondatezza della notizia e di ricostruire, seppur sommariamente, i fatti. Nei giorni successivi, la visione delle immagini del sistema pubblico di videosorveglianza del luogo in cui è avvenuto l’episodio criminoso e le successive investigazioni consentivano di ricostruire l’esatta dinamica della vicenda e di identificare compiutamente 4 soggetti del tifo organizzato che, unitamente ad altri ancora da identificare, avrebbero deciso di organizzare una vera e propria spedizione punitiva, conclusasi con la rapina della tuta sportiva con i colori della squadra di calcio dell’Avellino. Vittima dell’azione era un giovane calciatore straniero, classe 1999, che, mentre viaggiava alla guida della sua auto insieme con un compagno di squadra, veniva affiancato da un’auto con a bordo tifosi ultras, cui se ne univa subito un’altra dal senso opposto di marcia, che lo costringevano a fermarsi. Seguivano fasi concitate con pesanti offese, minacce e violenze fisiche, all’esito delle quali gli ultras si impossessavano della tuta indossata dal calciatore, che pertanto rimaneva pressoché nudo.

Nell’ambito delle indagini è emerso, altresì, che quella notte, in altro luogo, anche un altro giocatore dell’Avellino era stato inseguito da una delle autovetture in uso ad uno dei destinatari delle odierne misure.

Nei confronti dei 4 soggetti identificati, la Procura della Repubblica ha emesso un decreto di perquisizione locale e personale, che, eseguito da personale D.i.g.o.s. il giorno 14 maggio scorso, ha portato al rinvenimento di significativi elementi di riscontro.

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