Quante persone restano sconosciute ma contribuiscono in maniera decisiva a garantire che le nostre comunità non si fermino e continuino a lavorare senza sosta. Il milite ignoto è il simbolo di chi lavora in silenzio per il bene dei territori, per garantire un futuro al paese. E’ tempo di rivalutare sentimenti e ideali dimenticati”. Lo sottolinea il procuratore Domenico Airoma nel corso della cerimonia tenutasi ad Altavilla per celebrare la consegna della cittadinanza onoraria al milite ignoto, simbolo delle vittime di tutte le guerre. Il sindaco Mario Vanni spiega come la celebrazione voglia essere un monito per i giovani “perchè non sia dimenticato il sacrificio di chi ha reso possibile la costruzione della nostra democrazia. E’ il modo per ricordare cento anni di storia e il contributo della comunità di Altavilla che giò all’indomani della prima guerra mondiale volle un monumento ai caduti”. La cerimonia, nella cornice dei santi martiri Pellegrino e Alberico, si inserisce nel «centenario della traslazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria», che ha visto il conferimento della cittadinanza onoraria da parte di tutti i Comuni italiani» al Milite Ignoto. E’ il sindaco Mario Vanni a consegnare l’attestato al Generale di Corpo d’Armata M.O.V.M. Rosario AIOSA, Presidente del Gruppo delle Medaglie d’Oro al Valor Militare. Quindi spazio al confronto, moderato dal Generale Vittorio Tomasone. A portare i propri saluti il parroco don Livio Iannaccone. E’ Rosario Aiosa a illustrare il significato di cui si carica la celebrazione mentre Antonio Jannece, comandante della Legione “Campania” e Alberto Del Basso, comandante del primo Plotone – comparto Paracadutisti “Tuscania” si soffermano sul valore missioni delle forze armate all’estero. Il confronto è stato l’occasione per ribadire come “la consegna della cittadinanza – ha spiegato Aiosa – al milite ignoto nasca dalla volontà di formalizzare con un atto unilaterale dei comuni l’orgoglio di riconoscere l’orgoglio di avere il milite ignoto tra i propri cittadini”. “Le comunità perdono facilmente la memoria – sottolinea – Tomasone – Non è scontato che i giovani ricordino il sacrificio di chi ha dato la vita per il paese, credendo nel valore dell’unità” A rivolgersi ai giovani il capitano Alberto Del Basso, rientrato da poco da Kabul. Un appello, il suo, ad essere coraggiosi, poichè “A Kabul eravamo per aiutare le persone e lo abbiamo fatto fino alla fine. Abbiamo salvato numerosi civili afghani ma si può aiutare anche in una piccola comunità come Altavilla. Il milite ignoto è la massima espressione di questo aiuto alla comunità. Il carabiniere non è solo una divisa ma è una fede, un sentimento, si è carabiniere ma non si fa il carabiniere. Non abbiate paura della uniforme nera. Non deve spaventarvi, perché il militare vive per la comunità”. A partecipare all’incontro anche alcune scolaresche dello storico centro irpino, che hanno letto messaggi e lettere proprio sul tema del “Milite Ignoto”.
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