“La politica non è convenienza, non è ricerca astuta della posizione più comoda. Noi interpretiamo ancora la politica come passione: ripartiamo, in un certo senso, da noi stessi: da una lista che ha tenuto dentro culture e sensibilità diverse e che ha concorso a costruire qui un centrosinistra il più rinnovato possibile”. Il messaggio di Amalio Santoro è rivolto al Pd: in vista delle amministrative cittadine serve dialogo, confronto alla pari. E non si può partire dal dato delle regionali e neppure dalla coalizione delle scorse comunali.
“Oggi – dice l’ex consigliere comunale, esponente di Si Può, intervenendo all’incontro pubblico “Avellino e le scelte di campo. Costruire una proposta di governo per la città”, che si tiene a Valle – la scommessa è di mettere in campo una formazione che impegni una classe dirigente credibile, capace di interpretare non tanto quello che c’è, ma soprattutto quello che ci può essere nel centrosinistra. Qualcuno pensa di avere in mano tutte le chiavi del potere e richiama anche un dato regionale, sul quale andrebbe fatta una riflessione non solo perché il 40 per cento non ha votato, ma perché molto spesso abbiamo visto anche grandi partiti, con numeri molto più larghi, affogare nel consenso. Serve allora la politica, serve una capacità di iniziativa che francamente nel centrosinistra è mancata”.
Santoro ricorda che “il centrosinistra in città, dal giorno dopo le scorse amministrative, di fatto è stato liquidato, perché qualcuno nel mondo cosiddetto democratico si è tenuto le mani libere. Non sarà facile ricostruirlo, soprattutto con coloro che fino all’ultimo hanno cercato l’intesa con Nargi e la collocazione di potere più utile. Noi ci facciamo carico delle nostre possibilità e anche dei nostri limiti, ma con la volontà di iniziativa, di mettere in campo una proposta di centrosinistra, di campo largo, che sappia scommettere sul futuro”.
Per Antonio Bellizzi, ex consigliere comunale, componente di Controvento, la prima cosa da fare è “delimitare uno spazio politico, un perimetro di alleanza contraddistinto da idee e regole ben precise.
Noi partiamo da un programma che abbiamo formulato oltre un anno fa con le altre forze politiche del centrosinistra. Ci sono state discussioni e conferenze ma dobbiamo ancora perfezionare un programma su cui già abbiamo abbondantemente discusso. Invece la coalizione che ha sostenuto il candidato Gengaro ormai due anni fa non esiste più. C’è un centrosinistra da ricostruire e non possono esserci padroni della città. Un risultato elettorale, seppur importante, non può stabilire chi comanda”.
Roberto Montefusco, coordinatore di Sinistra Italiana sottolinea “che non c’è alcun automatismo tra la costruzione della coalizione che si è determinata a livello regionale, che per noi resta un obiettivo, e lo scenario avellinese. Ad Avellino la coalizione del campo progressista è stata accantonata di fatto un minuto dopo le ultime elezioni amministrative. La città – afferma Montefusco – ha bisogno di uscire da una lunga stagione di crisi etica e morale, legata ai fallimenti e ai disastri dell’era Festa-Nargi. Ma per farlo il centrosinistra deve essere in grado di alzare l’asticella della proposta politica. Nessuno può illudersi di avere la vittoria in tasca facendo i conti dei voti o delle preferenze ottenute alle elezioni regionali. O il centrosinistra sarà percepito come forza di cambiamento e di innovazione politica, oppure il rischio di un’ulteriore sconfitta è dietro l’angolo”.



