Francesco Pionati ha fatto un passo avanti e poi mezzo passo indietro: troppa caciara nel centrodestra, troppe questioni sospese. Coalizione col simbolo o senza simbolo non è il problema. I problemi sono altri: troppi caporali, contraddizioni e illusioni, e pochi voti. Poca speranza. Tatticismo e non strategia.
Sono andati a vuoto i tentativi di convergere su un candidato sindaco. Tre interpartitici non sono serviti.
La questione vera non è simbolo o non simbolo. Comunque, perché mai il centrodestra non dovrebbe presentare alcun simbolo di partito? Per candidare l’ex sindaca Laura Nargi. Nargi non ha la tessera di Forza Italia. Sono civica, ha dichiarato presentando la sua associazione Siamo Avellino. E si è candidata con il simbolo di Forza Italia alle regionali.
L’altro giorno, a Palazzo Caracciolo, ha festeggiato con Angelo D’Agostino, coordinatore di Forza Italia, e Livio Petitto, consigliere regionale dello stesso partito, l’elezione di tre consiglieri provinciali azzurri. Tatticismo, forse; certamente una mossa difficile da spiegare. Emblematica del caos centrodestra.
E allora il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi prova a dare una mano al centrodestra irpino che altrimenti rischia di arrivare tardi all’appuntamento con le urne, indicando il candidato sindaco all’ultimo momento.
Piantedosi ha incontrato Nargi e Petitto a Roma. E avrebbe detto subito no alla candidatura di Nargi. E non perché l’ex sindaca sia civica.
Comunque Nargi ora è fuori dalla rosa dei papabili alla guida del centrodestra cittadino. Almeno secondo il ministro.
Ma Nargi forse è anche fuori dal centrodestra.
Da civica non può che appoggiare un altro civico, un “civico vero”, sostenuto da una parte del Pd e da quei “centristi” che vorrebbero sconfinare il campo largo. Una mossa un po’ spregiudicata, talmente indecifrabile da lasciare a bocca aperta gli elettori. Nulla di serio.
Per il centrodestra ci sarebbe invece Fabio Benigni, che ha posto consapevole una condizione irrealizzabile: un centrodestra con tutti dentro, d’amore e d’accordo. Tutti, nessuno escluso.
Benigni sarebbe un buon candidato, ma nicchia: il suo è più un no che un sì.
Intanto, il centrodestra un candidato lo deve pur trovare. Pionati è un profilo serio: a Roma lo conoscono, e Piantedosi non avrebbe difficoltà a “battezzarlo” sindaco, con i simboli o senza. Basta che non sia Nargi.



