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Aree interne, Mattarella: contro lo spopolamento serve una rigenerazione agricola. La Cia: zone montane diventino a fiscalità agevolata

Il presidente della Repubblica all’assemblea nazionale degli agricoltori. Pronta una proposta per il governo

“La società intera deve essere consapevole e accompagnare l’impegno dei produttori agricoli. La salubrità dei cibi che mangiamo, la qualità dei prodotti destinati al mercato, l’integrità e la cura di territori che costituiscono la nostra bellezza e ricchezza passano dal quotidiano lavoro e dalle capacità progettuali del mondo dell’agricoltura. Lo spopolamento delle aree interne e montane può essere contrastato da rigenerazioni agricole. Produzioni innovative possono dare occasioni di impiego ai giovani”.

Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Presidente della Confederazione Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, durante l’assemblea annuale dell’organizzazione agricola, Presenti il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida e al viceministro dell’Economia, Maurizio Leo.

La Cia ha presentato una proposta: le aree interne e svantaggiate d’Italia potrebbero diventare “zone franche” con fiscalità agevolata soprattutto per le attività economiche e produttive.

Proposta che verrà formulata al Governo prossimamente. La misura riguarda l’ipotesi di acquisto e ristrutturazione di case a tassi agevolati, trattenute minime su pensioni e buste paga, tariffe agevolate sui servizi, tipo luce e gas, ma anche mense scolastiche e alcune visite specialistiche a carico dello Stato.

Inoltre si vogliono anche creare le condizioni per aprire aziende a costo zero. “Basta chiacchiere, servono – ha chiarito Fini nella sua relazione – interventi di carattere tecnico e non politico. Le aree rurali e marginali del Paese non possono più aspettare, nessuno lo sa meglio dell’agricoltura che in questi territori, tra produzione e attività connesse, rappresenta fino all’80% dell’economia locale e spesso sopperisce anche ai servizi per la comunità”.

“Siccità estrema al Sud e alluvioni devastanti al Nord, i tragici terremoti degli ultimi 15 anni, fino agli ultimi shock geopolitici ed economici mondiali – ha aggiunto Fini- hanno fatto in assoluto più danni lì dove erano già pesanti i problemi delle infrastrutture e dei servizi, dove non si è lavorato per ammodernare o per innescare margini di innovazione, rendendo quasi impossibile fare impresa e incentivare le nuove generazioni a restare”.

“Con la manovra già scritta – ha concluso Fini – auspichiamo un impegno di misure e risorse già a partire dall’anno prossimo, che taglino drasticamente il carico fiscale sulle aree interne agevolando imprese e famiglie agricole. Questo resta per Cia un pilastro cardine su cui rimettere in piedi il Paese, insieme a una più equa redistribuzione del reddito agricolo lungo la filiera e una gestione nuova e più efficiente delle risorse idriche rispetto ai cambiamenti climatici”.

I dati

LE AREE INTERNE OSPITANO IL 48% DEI COMUNI CON 13 MLN DI ITALIANI

Sempre nelle aree interne si trova infatti quasi la metà dei comuni italiani: esattamente – riportano i dati elaborati dalla Cia – il 48%. Gli stessi ospitano 13,6 milioni di italiani. Ma negli ultimi dieci anni nelle aree interne lo spopolamento è cresciuto a una velocità doppia (-5%) rispetto alla media (-2%)

NELLE AREE INTERNE 1 ETTARO DI TERRA COLTIVATA PER ABITANTE

L’agricoltura è maggiore nelle aree interne che non nel resto del Paese: vale infatti il 56% del totale con quasi 13 milioni di ettari coltivati, spesso in condizioni avverse o difficili. In pratica ogni abitante delle aree interne ‘vale’ un ettaro di terreno coltivato.

A RISCHIO LA SAU: NEGLI ULTIMI 20 ANNI DIMINUITA E 3 AZIENDE SU 4 CHE CHIUDONO SONO NELLE AREE INTERNE

Ma è a rischio: la Superficie agricola utilizzata, la SAU, è diminuita negli ultimi 20 anni di 850mila ettari. Il che si traduce in circa 936 mila imprese che hanno chiuso. Su 1,3 milioni di imprese agricole che hanno cessato la propria attività infatti, 3 su 4 si trovavano in zone collinari e montane. Dove tutto è più difficile.

ITALIA PERDE TESSUTO IMPRENDITORIALE E SOCIALE. A RISCHIO TENUTA IDROGEOLOGICA

Una perdita del tessuto imprenditoriale e sociale che diventa un rischio anche dal punto di vista ambientale: la tenuta idrogeologica dei territori dipende dagli agricoltori, come ormai da tempo rilevato dagli istituti di statistica, dalle forze politiche nazionali che sono intervenute con leggi ad hoc come quella dell’agricoltore custode del territorio e ultimamente anche in sede europea come evidenziato nella lettera di missione che la Von der Leyhen ha scritto al nuovo Commissario Christophe Hansen.

MANCANO INFRASTRUTTURE E I GIOVANI SCAPPANO: 330MILA IN 10 ANNI

La ‘malattia’ delle aree interne dipende soprattutto dalla mancanza di servizi e infrastrutture. Che si declina in una perdita di opportunità per le nuove generazioni: negli ultimi dieci anni 330mila giovani laureati tra i 25 e i 39 anni si sono spostati dalle aree interne verso le zone urbane.

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