Progetto industriale definitivo entro il 30 Marzo e poi, entro il 30 Aprile, il piano economico-finanziario nel quale dovranno essere previsti il reinserimento lavorativo e la tempistica di ricollocazione dei lavoratori coinvolti. In Regione, alla presenza degli assessori Fulvio Bonavitacola e Maria Saggese, il Presidente Asi Pasquale Pisano ha indicato il cronoprogramma che dovrà portare alla chiusura della vertenza Asidep. Attualmente circa 30 persone sono senza lavoro, mentre 18 lavoratori restano direttamente impegnati nella gestione delle attività di depurazione all’interno dei 10 impianti a servizio delle aree industriali. Il rischio concreto è compromettere un servizio essenziale, con possibili ripercussioni sull’intero sistema industriale locale. Il sindacato chiede la continuità del servizio: “In un territorio già segnato da profonde criticità e da processi di deindustrializzazione, garantire continuità ed efficienza degli impianti non è solo una questione tecnica, ma una condizione imprescindibile per la sopravvivenza e il rilancio dell’intero sistema industriale”, precisa il Segretario provinciale della Fiom Giuseppe Morsa.
Nel corso del confronto, la Regione ha ribadito il proprio impegno nel seguire con la massima attenzione la vertenza, “garantendo un ruolo attivo di coordinamento e vigilanza, al fine di assicurare sia la continuità del servizio di depurazione sia la tutela dei livelli occupazionali”. Al centro del confronto anche la condizione dei lavoratori attualmente non impegnati nelle attività. “Non sono numeri né esuberi”, continua Morsa, “ma professionalità, esperienze e competenze costruite nel tempo, che rischiano di essere disperse. Restituire loro un ruolo significa restituire valore al lavoro e fiducia al territorio”. Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato la necessità di ottenere certezze sui tempi di esecuzione degli interventi, chiedendo al contempo l’attivazione di un monitoraggio costante su una vertenza che si protrae ormai da anni. “I lavoratori non possono più attendere: serve un piano credibile che garantisca il pieno reinserimento occupazionale e la continuità di un servizio fondamentale per il territorio. Vigileremo – conclude Morsa – affinché gli impegni assunti vengano rispettati e non si disperda l’esperienza e le competenze dei lavoratori coinvolti”.


