Il Comune di Avellino ha emanato l’ordinanza di sgombero per la Pro Loco “G. Cucciniello” dai locali adiacenti il centro sociale di San Tommaso. Il braccio di ferro tra l’associazione e l’amministrazione comunale era cominciato alla fine dell’anno scorso, quando il Comune aveva contestato l’occupazione abusiva dei locali: erano stati concessi alla Pro Loco nel 2010 “per la durata di 12 (dodici) mesi, eventualmente rinnovabili solo con espresso provvedimento di Giunta”, ma “alla scadenza naturale della concessione del 2011 non è stato adottato alcun atto di proroga, rinnovo o nuova assegnazione; nonostante ciò, l’Associazione ha continuato a occupare i locali senza titolo giuridico valido”. Per questa ragione il Comune “in data 04 dicembre 2025 ha notificato l’Avvio del Procedimento Amministrativo finalizzato allo sgombero dei locali per occupazione sine titulo”.
CONTRODEDUZIONI NON IDONEE
Dopo quell’avviso, nel termine assegnato, l’associazione intitolata a Gerardo Cucciniello ha presentato le proprie osservazioni e controdeduzioni, che però non sono state ritenute sufficienti dagli uffici comunali: “Le osservazioni presentate con nota del 23 dicembre 2025, non risultano idonee a fondare un valido titolo di occupazione per le seguenti motivazioni: la realizzazione dell’opera con fondi europei non attribuisce alcun diritto di utilizzo in assenza di un formale provvedimento concessorio; l’immobile occupato insiste su terreno di proprietà dell’Ente, pervenuto con atto di compravendita del 10 giugno 2005, rogato ad Avellino dal notaio D’Amore Pellegrino; la Delibera n. 79/2011 prevedeva una concessione annuale, rinnovabile solo con espressa deliberazione di Giunta, che non è stata adottata; l’assenza di un provvedimento vigente determina che l’Associazione sia occupante sine titulo, indipendentemente dai pagamenti effettuati o meno”.
L’ORDINANZA DI SGOMBERO
Da qui la decisione finale: “Ritenuto che la procedura di sgombero è un provvedimento amministrativo di autotutela esecutiva che l’Amministrazione è tenuta ad adottare per rientrare in possesso di un bene illegittimamente detenuto da un privato, sotto pena delle responsabilità amministrative e penali per la mancata adozione dei provvedimenti di competenza dovuti per legge”. Ora l’Associazione Pro Loco Avellino “G. Cucciniello”, in persona del legale rappresentante pro tempore: deve “sgomberare e rilasciare immediatamente i locali dell’immobile adiacente il centro sociale in Piazza Don Luigi Sturzo, alla località San Tommaso, libero da persone e cose, entro e non oltre 15 giorni dalla notifica della presente ordinanza (datata 9 giugno 2026, ndr.); riconsegnare l’immobile nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, consentendo l’accesso ai tecnici comunali per eventuali verifiche e accertamenti”.
RISCHIO ‘SGOMBERO COATTO’ CON L’IMPIEGO DELLE FORZE DELL’ORDINE
Il Comune avverte: “In caso di inottemperanza della suddetta ordinanza, trascorso il termine suindicato, si procederà d’ufficio e senza ulteriore avviso allo sgombero coattivo del locale, in danno dell’inadempiente, a mezzo ausilio della Forza Pubblica ed alla denuncia all’Autorità Giudiziaria. Resta fermo l’obbligo di corresponsione delle somme eventualmente dovute per il periodo di occupazione senza titolo, nonché il risarcimento di eventuali danni arrecati all’immobile, da accertarsi con separato provvedimento”. Contro questa ordinanza ora l’associazione può presentare ricorso al Tar Campania, entro 60 giorni.
ORDINANZA DI SGOMBERO ANCHE PER LA BOCCIOFILA SAN TOMMASO
Nelle stesse ore un provvedimento simile è stato adottato dal Comune nei confronti dell’associazione “Asd Bocciofila San Tommaso”: “Deve sgomberare e rilasciare immediatamente l’immobile comunale di via
Salvemini – Campo Comunale di Bocce, libero da persone e cose, entro e non oltre 15 giorni; e riconsegnare l’immobile nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, consentendo l’accesso ai tecnici comunali per le eventuali verifiche e accertamenti”. Anche in questo caso la concessione dei locali era stata decisa dall’amministrazione comunale con deliberazione di Giunta del 20 aprile 2016 “per l’utilizzo dell’immobile per la durata di 12 (dodici) mesi, a fronte del pagamento di un canone mensile forfettario di 50 euro oltre alle spese per le utenze; la concessione prevedeva espressamente che l’eventuale rinnovo potesse avvenire solo mediante l’adozione di un ulteriore e formale atto dell’organo competente”, ma “alla scadenza della suddetta concessione non è stato adottato alcun atto di proroga, rinnovo o nuova assegnazione dell’immobile; nonostante ciò, l’Associazione ha continuato a detenere e utilizzare il bene comunale”.


