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Bonus Facciata, ecco gli indagati della truffa smascherata da Procura e Guardia di Finanza

Un’ associazione a delinquere dedita a creare ẹ commercializzare fittizi crediti di imposta derivanti da ” bonus facciata” per interventi mai realizzati. Quella a cui nella mattinata di ieri ha posto fine l’operazione eseguita dai militari del Nucleo Pef-Sezione Tutela Economia della Guardia di Finanza di Avellino, agli ordini del colonnello Leonardo Erre, che hanno eseguito le tredici misure cautelari firmate dal Gip del Tribunale di Avellino Giulio Argenio, dopo gli interrogatori preventivi scattati a seguito della richiesta di misura cautelare firmata dal pm della Procura di Avellino Luigi Iglio, che ha coordinato le indagini dei militari delle Fiamme Gialle nei confronti di diciassette dei venti indagati.

 

LE MISURE CAUTELARI
De Simone Maurizio, quarantacinquenne avellinese, raggiunto dalla misura cautelare in carcere, ideatore, promotore e organizzatore dell ‘associazione finalizzata alla truffa per conseguire erogazioni pubbliche. Per gli inquirenti era il gestore di fatto delle società Des Group srl, Ada System srl ed Electro Store srls che generavano e si cedevano i crediti d’imposta fraudolentemente creati. Società controllate attraverso prestanome a cui veniva formalmente affidata l’amministrazione e la rappresentanza legale delle società. M.A, per gli inquirenti sarebbe insieme a Maurizio De Simone ideatore promotore e organizzatore dell’associazione per delinquere al pari di De Simone Maurizio. Lo stesso sarebbe il referente nel territorio del Veneto per la creazione e la commercializzazione dei crediti d’imposta da bonus edilizi di cui avrebbero beneficiato più società riconducibili allo stesso. C.R, classe 78, residente ad Avella, per cui la Procura di Avellino aveva chiesto la misura cautelare in carcere, dopo l’interrogatorio preventivo finito agli arresti domiciliari, era per le indagini organizzatore dell ‘associazione criminale addentrato nelle questioni gestionali sia della Des Group Srl che di altre società riconducibili al De Simone per la creazione e gestione di società da utilizzare nel circuito della illecita creazione e circolazione dei crediti fiscali attraverso l’utilizzo di prestanome.

S.M, classe 70 di Avellino, per cui la Procura aveva chiesto la misura degli arresti domiciliari concessa dal Gip. G.A, commercialista, per cui la Procura aveva chiesto la misura cautelare in carcere, che dopo l’interrogatorio preventivo e’ stato raggiunto dalla misura di interdizione temporanea dall’esercizio della professione di commercialista per un anno, ritenuto dagli inquirenti , ideatore delle dinamiche relative alla creazione dei crediti di imposta alla circolazione degli stessi tra le varie società
interposte. D.A.A., classe 90, residente ad Avellino, anche lei prestanome per conto di De Simone, la Procura aveva chiesto nei suoi confronti una misura degli arresti domiciliari, il Gip dopo l’ interrogatorio preventivo ha applicato quella dell’interdizione per un anno ad esercitare attività imprenditoriale. Stessa misura applicata ad O.V, classe 75, residente ad Avellino, già coinvolto nelle indagini sulla Pistoiese Calcio, per cui la Procura aveva invocato la misura degli arresti domiciliari. Anche per lui la misura applicata e’ stata meno grave di quella invocata dalla Procura. Anche lui avrebbe avuto un ruolo di prestanome. Anche per F.C, classe 76, residente ad Avellino, e’ stata applicata la stessa misura. Divieto applicato anche per M.G.L classe 47 residente a Lecce, C.R classe 92 residente a Monteforte Irpino, A.A.S, classe 92, residente a Bolzano, M.G classe 68 residente a Contrada. Infine per S.D, classe 67 residente a Napoli. Nel collegio difensivo degli indagati ci sono tra gli altri gli avvocati   Carmine Danna, Alberico Galluccio, Gerardo Perillo, Silvio Sepe, Gerardo Santamaria, Benedetto Vittorio De Maio, Giacomo Sorrentino e  Roberto Romano. Per altri quattro indagati la misura cautelare è stata rigettata.

LE INDAGINI

Le indagini della Sezione Tutela Economia del Nucleo Pef delle Fiamme Gialle  di Avellino, agli ordini del colonnello Leonardo Erre, sono state scattate a partire dal 2022, quando una serie di soggetti beneficiari dei “bonus facciate” erano stati segnalati alla Procura della Repubblica di Avellino. Nello specifico nel mirino dei militari delle Fiamme Gialle erano finite ventidue comunicazioni di cessione effettuate da sette beneficiari a favore delle società riferibili a De Simone, ovvero la Ada System srl e la Electro Store srl, per un importo di circa 5 milioni di euro, per crediti per spese apparentemente sostenute per lavori edilizi, cessioni che erano state sospese dall’Ufficio controlli della Direzione Provinciale di Avelino all’esito dei controlli preventivi. Tutte presentate, via telematica dallo stesso intermediario, il commercialista  ed avevano ad oggetto tutte l’intervento di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti. Dai controlli dei militari delle Fiamme Gialle  era stato appurato che i lavori indicati nelle comunicazioni di cessione oggetto di segnalazione non erano stati mai realizzati. Anche i sopralluoghi effettuati presso gli immobili indicati nelle comunicazioni avevano fatto escludere l’esistenza di lavori in atto o di recente realizzazione. Una ulteriore verifica all’Agenzia delle Entrate aveva fatto emergere l’assenza di fatture di imprese edili che avessero giustificato le spese indicate come sostenute nelle relative comunicazioni di cessione dei crediti.

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Michela Della Rocca

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