“Ho sempre sostenuto per la città un concorso di idee per migliorare insieme Avellino, l’unico concorso nel quale non servono raccomandazioni pilotate in vario modo ma serve soprattutto la volontà di esserci”. A ribadirlo il professore Pellegrino Caruso, in campo a sostegno di Nello Pizza con la lista dei 5 Stelle: “Esserci” e’ un termine importante, è l’ “essere qui”, e l’ “esser presenti” , il vivere il momento che sperimentiamo, pur essendo sempre pronti anche a scelte future. Da uomo della scuola, quando vedo in citta’ scuole chiuse per anni, abbattute da tempo e chissà quando effettivamente ricostruite, ripenso al nostro Francesco De Sanctis, il quale fondamentalmente chiedeva che nelle comunità vi fossero sempre un campanile ed una scuola! Solo se recuperiamo un’ identità di mente, di cuore, di intelletto possiamo davvero proiettarci verso il futuro. Per la mia città vorrei che si programmasse un cartellone di eventi, strutturato con serietà e rispetto del denaro pubblico. Gli stessi latini sapevano distinguere tra dies fasti e dies nefasti, tra otium e negotium. Da qua nasce quella necessità di sapere unire il momento della spensieratezza, del divertimento e il momento della serietà ed io stesso, con una punta di autoironia mi definisco il professore che. con forza allegra, si muove fra De Sanctis e la Carrà per la nota ammirazione ad entrambi…”
“A chi mi chiede le ragioni del mio impegno elettorale rispondo che, quando si avvertono i problemi si ha il coraggio di intervenire per risolverli. Vorrei davvero che si recuperasse un’ attenzione costante al tessuto socioculturale della citta’. Continuo a sognare Avellino come ideale città delle Muse. Le Muse, nella tradizione comune, erano nove e, non a caso, erano figlie di Mnemosine, figlie della memoria, di cui abbiamo sempre bisogno. Sulle arti possiamo davvero puntare per rinascere; per arte intendo la musica, la danza, il teatro e penso all’astronomia; abbiamo la sede Nato di Montevergine dove magari, in sinergia, con altre istituzioni, si potrebbe programmare un punto di osservazione astronomica….Penso alla piazza tra il Gesualdo ed il Conservatorio dove si potrebbero programmare degli eventi. Invece di ridurre le nostre piazze a Solarium che a volte non hanno neanche una panchina dove accomodarsi, si potrebbe utilizzarle, non una tantum, come ambiente di di aggregazione magari con dei concerti! Sarebbe bello anche un gemellaggio con Napoli, dove il cancello che custodisce i tesori di San Gennaro porta la stessa firma del Fanzago che ha creato la nostra Torre dell’orologio… Penso anche a dei poli umanistici, poli scientifici, poli sportivi. VI è la bellissima esperienza, per esempio, di Ariano Irpino della Biogem con la quale si possono creare anche degli ottimi partenariati, per cercare di coniugare lo spirito umanistico con lo spirito scientifico, con un’ attenzione anche alle nuove scienze Stem che oggi avanzano. La città va resa aperta e dinamica per i giovani, non solo dinanzi a spritz, ma anche con servizi di book sharing e bike sharing, avvalendosi, pero’, di locali adeguati alla lettura e di piste ciclabili non a ridosso di marciapiedi e pista carrabile”.
Ribadisce come “La socialità non va relegata solo a Capodanno o a Ferragosto ma va intesa come attenzione all’ altro, in una citta’ dove si registrano tanti, troppi suicidi! Mi piacerebbe che i ragazzi si abituassero alla frequentazione del Circolo della stampa come di Villa Amendola, perche’ ancora vedo occhi smarriti quando chiedo loro di vederci un questi luoghi! Bisogna avere anche il coraggio di riprendere anche iniziative validissime. Penso al Borgo dei filosofi, per esempio, che ha negli anni ospitato delle menti eccezionali, come si può parlare di cinema, di letteratura, in strutture come l’ Eliseo che non merita, pero’ , la finta apertura alle autorità per serate autoreferenziali per poi essere abbandonato tra porte divelte e scarsa illuminazione! Cerchiamo poi di riservare sempre attenzione al mondo della scuola. Vorrei far comprendere che senza scuola non possiamo pensare di arricchire davvero il tessuto sociale. La scuola vive anche di sinergie, di incontri, di confronto con istituzioni sanitarie, con le istituzioni comunali, provinciali e regionali. Occorre soprattutto avere il coraggio di non dire mai di “no” per preconcetto ma di dire i “sì” che sono il vero motore del cambiamento! Tutti gli eventi vanno organizzati con costanza e passione! E’ nota la mia dedizione per la Notte nazionale del liceo classico, evento per il quale ho sempre dato tanto nel mio istituto ed anche nel comitato organizzativo nazionale di riferimento”.
E ribadisce come “Vorrei tanto estendere quell’impegno quotidiano che adopero nel mio lavoro di docente del Convitto Nazionale ” Pietro Colletta” a tutta la città di Avellino perché credo che tutti i ragazzi della nostra città, nel centro come nelle periferie e nell’ hinterand meritino eguale possibilità ed eguale coinvolgimento e, quindi, mi auguro davvero di poter dare un’anima a questa nostra Avellino che è stata, come ricordo sempre, tra le prime città ad avere illuminazione pubblica e che rischia purtroppo di spegnersi tra ragazzi che magari si intrattengono piacevolmente in citta’ per il Ferragosto avellinese e poi a settembre hanno pronte le valigie per tornare nelle città del Nord!E’ opportuno che una città veramente innovativa sia una città che punti in primo luogo a servizi essenziali di qualità”..


