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Il nove ottobre 2021 passerà alla Storia d’Italia come il Sabato nero di Roma e come una ferita alla civiltà e all’ordine democratico del nostro Paese. Lo scatenarsi della violenza delle squadracce fasciste, con migliaia di esagitati a fare da copertura, contro il più grande Sindacato dei lavoratori, la CGIL, di cui è stata assaltata e in parte devastata la sede, e il tentativo di assaltare il palazzo del governo hanno un che di allucinante. Pare che il governo, svegliandosi da un lungo sonno, stia per adottare misure atte a debellare l’ondata eversiva. Tra tutte, s’impone come prioritario lo scioglimento di Forza Nuova. Le forze democratiche hanno l’obbli – go non solo di sentire come salvifici e attuali i valori della Resistenza e dell’anti – fascismo, ma anche di porsi la domanda: che cos’è fascismo? Mai come oggi appare parziale la tesi che il fascismo fu “una controrivoluzione preventiva” contro il pericolo di regimi comunisti dopo la vittoria della Rivoluzione del 1917. Dal crollo del Muro e dell’URSS questo pericolo é scomparso e di comunisti in Europa e nel mondo ce ne sono pochi. Forse è bene far propria, approfondendola, la tesi di Benedetto Croce per cui il fascismo fu una “malattia morale” degli italiani, consistente in uno smarrimento della coscienza civile, in una perdita dei valori di libertà e di rispetto della dignità umana. Cose che non sono state “una parentesi” nella storia d’Italia, come ancora Croce diceva. E questo sia perché l’Italia prefascista non fu una democrazia, come dimostrò Salvemini in un saggio del 1956, sia perché le cronache politiche di questi ultimi anni e i fatti drammatici di questi giorni ci dicono che il fascismo è fra noi. Una volta Mussolini disse che, creando il partito fascista, si era limitato a portare alla luce quel che c’era nell’in – conscio degli italiani. Aggiungiamo noi: con maieutica antisocratica portò alla luce non il meglio ma il peggio della loro anima. E non solo, data la diffusione mondiale del fascismo, a cominciare dalla Germania. Infatti il fascismo è una malattia morale in quanto malattia mortale della coscienza, di ogni principio di libertà, di senso umano e di etica civile. Il fascismo è la sincresi esplosiva di quanto di mostruoso, egoistico, eslege, violento, sopraffattore, vile, irrazionale, istintuale alberga negli inferi della psiche. Emerge e si afferma nei gravi momenti di crisi, divenendo in primis la pseudo ideologia antidemocratica, razzista e dittatoriale della piccola borghesia, che teme di proletarizzarsi mentre aspira a essere media, persino alta borghesia. Il fascismo non muore perchè “nell’uomo la bestia è troppo antica” (De Sade), quella che Giorgio Colli chiama “l’animale profondo” e Freud inconscio libidico, violento e omicida. Com’è noto, mentre la ragione, nella vita della specie umana, che dovrebbe guidare, è una creatura giovane, cioè ha solo 200 mila anni, quelli dell’“Homo sapiens”, la parte animale dell’umanità ha milioni e milioni di anni, identificandosi con la scimmia da cui discende. Declinando le istituzioni democratiche della ragione e i loro sentimenti solidali nelle commozioni sociali, l’animalità priva di ragione, che è il fascismo, può scatenarsi. Ecco perché è necessario dar vita a un novello Teseo, in quanto forte coscienza democratica collettiva, che, con le armi della ragione e della democrazia, debella il Minotauro fascista rinato nell’oscu – ro antro del dedalico e sviante labirinto della vita al fine di salvare la nostra Atene, la “polis” democratica.

di Luigi Anzalone

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