Venerdì, 12 Giugno 2026
18.28 (Roma)

Ultimi articoli

Chi staccherà la spina al governo?

Siamo così sicuri che sarà Matteo Salvini a decidere, quando lo crederà opportuno, di staccare la spina al governo e portare l’Italia ad elezioni anticipate al termine della legislatura più breve e più nevrotica della storia repubblicana? In effetti, dopo le europee del 26 maggio, che hanno certificato il ribaltamento dei rapporti di forza fra Lega e Cinque Stelle pur non incidendo sugli equilibri parlamentari, è il capo del Carroccio a tenere strettamente in pugno le sorti dell’esecutivo e a dettare l’agenda di palazzo Chigi. La truppa di Luigi Di Maio, tramortita dalla batosta elettorale, è ancora in stato confusionale; il presidente del Consiglio Conte sopravvive solo perché spetta a lui e al ministro Tria condurre la trattativa con l’Europa per evitare la procedura d’infrazione sul debito, e certo Salvini non gli rende la vita facile bombardando ogni giorno Olanda, Francia e Germania su migranti, accoglienza e quant’altro. Delle opposizioni è meglio non parlare: avrebbero bisogno di tempo per riorganizzarsi, ma intanto neppure mettendosi insieme, se lo volessero, potrebbero impensierire il vice premier che naviga sulla cresta dell’onda continuando ad agitare con successo tutto l’armamentario propagandistico che l’ha portato al punto in cui è arrivato; e così il quadro è completo: Salvini sfrutterà le prossime settimane per piegare governo e parlamento alle sue ragioni ottenendo il massimo possibile in tema di grandi opere, Tav, taglio fiscale, autonomie regionali; poi, quando gli converrà, magari dopo le elezioni regionali in Emilia Romagna dove conta di ottenere un altro successo, manderà tutti a casa convinto di poter rientrare a palazzo Chigi, dopo il voto anticipato, dall’ingresso principale.

Sembrerebbe un percorso lineare e privo di ostacoli, ma forse non è proprio così. Intanto, un politico avveduto (e Salvini lo è, al netto di alcune cadute di stile particolarmente sgradevoli) sa che gli elettori italiani sono da sempre restii a conferire tutto il potere ad un uomo solo, per quanto rassicurante, decisionista, magari anche carismatico possa essere. Non l’hanno fatto con i leader del passato, che peraltro non hanno mai preteso di governare da soli; e non hanno sopportato a lungo neppure Matteo Renzi che non aveva gli scrupoli di un De Gasperi, di un Moro o dello stesso Berlinguer che propose il compromesso storico proprio per tranquillizzare gli elettori moderati. Dunque, prudenza: se Salvini non conosce la storia o vorrebbe riscriverla daccapo, c’è sempre il suo numero due Giorgetti che glie la ricorda mostrandogli proprio la foto del suo omonimo di Rignano, già presidente del Consiglio con grandi ambizioni e ora senatore semplice.

E allora: chi staccherà la spina? Mentre l’opzione Salvini resta in piedi (sarà solo lui a decidere se e quando portare all’incasso la cambiale), ce n’è un’altra da non trascurare, e cioè che siano proprio i Cinque Stelle, forzando la mano a Luigi Di Maio che ha legato all’esperienza ministeriale il suo destino politico, a suonare il gong e rimandare tutti negli spogliatoi, nel tentativo, non sapremmo dire quanto destinato al successo, di recuperare dall’opposizione almeno un po’ dell’energia e dello smalto andati perduti nei mesi scorsi.

Per i Cinque Stelle la partecipazione al governo è stata devastante. L’assunzione delle massime responsabilità nell’esecutivo, senza peraltro dismettere la mentalità, gli atteggiamenti provocatori, il linguaggio estremistico di un movimento nato e cresciuto nel mito della rivoluzione, ha determinato il rapido esaurimento della originaria spinta ideale e l’adattamento progressivo al metodo spartitorio che la Lega cinicamente imponeva. Dopo il 26 maggio è cominciato un altro incubo, e il dibattito che si è aperto nei gruppi parlamentari e fra gli attivisti, per quanto opaco data la carenza di regole democratiche efficaci, mostra una crisi profonda cui, forse, solo una brusca rottura con le logiche del potere è in grado di porre rimedio. Ma, nello scenario di una interruzione della collaborazione di governo, gli interessi dei Cinque Stelle non coincidono con quelli della Lega: ai primi conviene rompere quanto prima, per non dissanguarsi ulteriormente; Salvini invece può ancora aspettare, per continuare a scarnificare il suo esangue alleato.

di Guido Bossa

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Questa mattina, presieduto dal Prefetto di Avellino, Rossana Riflesso, si è riunito presso il Palazzo del Governo il Comitato Provinciale…

Investì un pedone condannato a sette mesi e tre giorni di reclusione con pena sospesa – per omicidio stradale, un…

Sui funerali di Sakil Hossain, il lavoratore originario del Bangladesh, deceduto il 29 maggio scorso, dopo essere era stato colpito…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Si fa racconto delle guerre di ieri e delle complicità silenziose di oggi la terza giornata della diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival, diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania. Domenica 14 giugno a prendere forma un viaggio...

L’Irpinia è una terra che spesso affida ai suoi figli migliori il compito di raccontarne il valore nel mondo. Professionisti, studiosi, imprenditori, artisti e servitori dello Stato che, pur avendo costruito la propria affermazione lontano dai luoghi d’origine, continuano a rappresentare un patrimonio umano e culturale di straordinaria importanza per...

Abbattere barriere fisiche e mentali perchè sia garantito a tutti il diritto alla pratica sportiva. E’ la sfida lanciata da Sportdays in occasione della giornata dedicata all’evento “Nessuno escluso, Avellino oltre lo sport”, di scena ieri al Campo Coni. Tante le associazioni e realtà del territorio impegnate nella salvaguardia dei...

Prosegue senza sosta il lavoro del presidente della Provincia, Fausto Picone, insediatosi lo scorso lunedì a Palazzo Caracciolo. Il presidente ha provveduto alla firma di alcuni decreti per l’organizzazione della struttura politica dell’Ente. Nel ruolo di vicepresidente è stato designato il consigliere provinciale, Marcantonio Spera. Al consigliere Marino Sarno sono...

Ultimi articoli

Attualità

“Da quando si è diffusa la notizia dell’ordinanza di sgombero (clicca qui per leggere l’articolo) sto ricevendo decine di telefonate…

Da aprile ad oggi, 52 cinghiali catturati e abbattuti nel solo comune di Ariano Irpino. Dieci nelle aree periurbane di…

Due giornate di approfondimento scientifico dedicate alle più recenti innovazioni nella prevenzione, diagnosi e cura delle patologie respiratorie. Si terrà…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy