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Classifica città sostenibili, Avellino la peggiore dopo Napoli in Campania

Altro che città sostenibili, i cinque capoluoghi campani procedono ad andamento lento. Piccoli passi avanti e tanti piccoli passi indietro che mostrano una certa pigrizia e un’assenza generale di coraggio nelle amministrazioni locali. In Campania rispetto allo scorso anno c’è chi sale, chi scende di poco, chi crolla, ma sostanzialmente l’impressione generale che si ricava da una osservazione meno generica è che continua a prevalere un diffuso immobilismo nelle politiche ambientaliNapoli all’89° posto si piazza stabilmente nella parte bassa della graduatoria, Avellino crolla toccando la 76a posizione. Appena sufficiente Salerno al 54° posto e Caserta al 57° posto. Benevento conquista la palma per la miglior performance tra i capoluoghi campani con il 40° posto.

È in sintesi la fotografia scattata da Ecosistema Urbano 2018 di Legambiente, l’annuale rapporto sulle performance ambientali delle città capoluogo realizzato con il contributo scientifico dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore.

“L’insieme dei capoluoghi di provincia della nostre regione- commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- si presentano come città apatiche, statiche e pigre. Rimpastano le giunte, cambiano gli attori ma alla fine il risultato non cambia: nessun scatto, nessuna innovazione, nessun beneficio. Quella urbana è grande questione nazionale.  Se da un lato è chiaro che dai sindaci delle nostre città si deve certamente pretendere molto più coraggio, molta più discontinuità e capacità di innovazione,al stesso tempo è il Paese che deve fare un investimento politico ed economico e mettere tra le priorità di governo un piano per traghettare le città, tutte insieme e non una alla volta, al di là delle secche. Fa da contraltare a questo scenario di pigrizia amministrativa una rinnovata vitalità sociale, un crescente numero di progetti partecipati, di reti associative, di condomini green, di cooperative di comunità. Le forme e i luoghi possono essere molto diversi, ma il principio è sostanzialmente lo stesso: nelle aree urbane, in periferia come nei quartieri centrali, c’è una tensione popolare verso un rinascimento del senso di appartenenza e uno sforzo comunitario per riappropriarsi dei luoghi e dello spazio pubblico. C’è un mondo in movimento- conclude Imparato, presidente Legambiente Campania– che crea economia green – e reclama dai decisori pubblici (locali e nazionali) scelte, coraggio, cambiamento.

Napoli con l’89° posto risulta la peggiore, superata solo da Palermo, tra le grandi città. Cresce la situazione critica sul fronte del biossido di azoto, con Napoli tra le 28 città italiane in cui almeno una centralina ha rilevato concentrazioni medie annue superiori ai 40 μg/mc, e rientra tra le sei( insieme a Torino, Firenze, Milano, Brescia, Roma ) che superano il valore limite di oltre il 50 per cento. La raccolta differenziata si assesta al 34,5%, percentuale ancora bassa rispetto alle altre grandi città a cui si aggiunge un aumento della quantità di rifiuti pro-capite prodotti tra le più alte d’Europa (oltre 520 kg per abitante, circa il 40% in più rispetto a Praga e Madrid, il 25% in più rispetto a Berlino)I numeri del trasporto pubblico con 109 passeggeri trasportati annualmente per abitante – sono ancora lontani dalle altre grandi metropoli e città turistiche come Venezia con 689 viaggi/ab, Milano 478 viaggi/ab e Roma 328 viaggi/ab. Inoltre tra le grandi città per quanto riguarda l’offerta di servizio di trasporto pubblico con 17 km-vetture/ab risulta tra le peggiori . Inoltre, una ricerca condotta da Isfort (2016) segnala come il 41,3% degli abitanti delle grandi città italiane vorrebbe muoversi di più coi mezzi pubblici mentre, parallelamente, il 32,2% auspica di poter stare meno tempo al volante. Ben tre italiane, ad esempio, compaiono tra le 20 città più congestionate d’Europa con tempi di percorrenza quotidianamente più lunghi del 40% (Roma), del 33% (Napoli) e del 30% (Milano) rispetto a quella che potrebbe essere la durata dei tragitti in condizioni di traffico normali. Inoltre Roma, Napoli, Catania e Palermo sono tra le città europee dove i cittadini hanno tempi d’attesa record alle fermate dei bus. Le statistiche di Moovitevidenziano che a Roma e a Napoli i cittadini trascorrono il tempo più lungo in bus, oltre 70 minuti, per andare al lavoro o tornare a casa. In particolare trascorrono più di 2 ore sui mezzi pubblici il 22% dei romani e il 19% dei napoletani. Sufficiente l’estensione media delle isole pedonali che arriva a 0,47 mper abitante. Più del 40 per cento dell’acqua immessa nella rete viene dispersa.Nota positiva l’aumento dell’estensione del verde urbano con Napoli che registra una crescita tra il 2011 e 2016 di circa due metri quadrati per abitante, passando da 11,8 mal 13,6 m2.

Il primato regionale spetta a Benevento che si posiziona al 40mo posto. La percentuale di raccolta differenziata raggiunge il 64 % conseguendo la maglia rosa regionale e tra le migliore città del sud. Ottima performance per la riduzione della produzione annua pro capite di rifiuti urbani (399 kg/ab), settima migliore città italiana. Unica tra le città campane ad avere un buon indice di ciclabilità con 18,70 metri equivalenti per pista ciclabile ogni 100 abitanti. Nota dolente la depurazione. Gli ultimi dati Istat relativi alla percentuale di popolazione servita da rete fognaria delle acque reflue urbane relativi al 2016 sembrano mostrare una situazione più critica con Benevento, ultima in classifica, con solo il 17% degli abitanti allacciati mentre l’acqua immessa nella rete viene perduta in percentuale pari al 38,9%.

Salerno con la sua 54a posizione in classifica raggiunge appena la sufficienza. La raccolta differenziata si assesta al 60%. Sufficiente la qualità dell’aria. Nel capoluogo salernitano l’acqua immessa nella rete viene perduta in percentuale pari al 54,9% a riprova di una situazione critica per la città. Male l’offerta del trasporto pubblico che viene calcolata con i chilometri percorsi annualmente dalle vetture per ogni abitante residente: Salerno che si posiziona in zona retrocessione per le città medie con 15 km-vetture/ab. Sono 3,5 mq totali di piste ciclabili pari a 0,24 metri equivalenti di pista ciclabile ogni 100 abitanti. Sono 0,39 mq di superficie pedonalizzata per abitante. Sono 15alberi/100 abitanti esistenti in aree di proprietà pubblica.

Sale in classifica Caserta raggiungendo la 57a posizione classificandosi a metà classifica. Sono ben 53 i giorni di superamenti quotidiani del limite dei 50 μg/m³ per il Pm10 nel 2017. La raccoltadifferenziata fa registrare una percentuale pari al 51% ma ancora alta la produzione annua pro capite di rifiuti urbani alta pari a 492kg/ab. Sono appena 0,11 i metri quadrati di superficie pedonale a disposizione di ogni residente mentre sono 20,2 mq di verde fruibile in area urbana per abitante. Non risponde sulla dispersione della rete mentre la capacità di depurazione pari al 93%.

Avellino crolla dalla 43posizione dello scorso anno alla 76a di quest’anno. Scarsa la qualità dell’aria dove la media relativa alle concentrazioni di polveri sottili si assesta sui 42 microgrammi al metro cubo che supera il limite per la protezione della salute umana di 40 μg/mc, previsto dalla direttiva comunitaria. E nel 2017 sono ben 49 i giorni i di superamenti quotidiani per il Pm10 nella centralina posizionata Scuola Alighieri. Viene promossa sulla depurazione con il 100% di capacità depurativa ma non invia dati sulle perdite di rete. Scende ancora la percentuale di raccolta differenziata al 30% con una produzione annua pro capite di rifiuti urbani alta pari a 478kg/ab. Zero mq di pista ciclabile. Non disponibili i dati sulla superficie stradale pedonalizzata.

CLASSIFICA FINALE ECOSISTEMA URBANO 2018

Pos.

Città

Pos.

Città

Pos.

Città

1

Mantova

78,14%

36

Nuoro

58,05%

71

Lecco

48,13%

2

Parma

76,83%

37

Vercelli

57,97%

72

Foggia

47,96%

3

Bolzano

74,27%

38

Ferrara

56,34%

73

Novara

47,26%

4

Trento

73,82%

39

Siena

55,95%

74

Reggio Calabria

46,30%

5

Cosenza

71,42%

40

Benevento

55,91%

75

Pescara

46,12%

6

Pordenone

71,06%

41

Forlì

55,58%

76

Avellino

45,81%

7

Belluno

68,94%

42

Catanzaro

55,38%

77

Campobasso

45,30%

8

Treviso

68,56%

43

Cuneo

55,29%

78

Torino

45,27%

9

Macerata

67,85%

44

Ravenna

55,14%

79

Grosseto

45,13%

10

Bologna

67,01%

45

Cagliari

54,85%

80

Bari

44,84%

11

Verbania

66,97%

46

Arezzo

54,65%

81

Caltanissetta

44,67%

12

La Spezia

65,37%

47

Terni

54,56%

82

Taranto

44,14%

13

Oristano

65,25%

48

L’Aquila

54,08%

83

Enna

44,11%

14

Venezia

65,21%

49

Vicenza

53,89%

84

Messina

43,60%

15

Biella

64,54%

50

Pavia

53,58%

85

Pistoia

43,08%

16

Rimini

64,27%

51

Padova

52,97%

86

Ragusa

42,47%

17

Pesaro

63,81%

52

Livorno

52,65%

87

Roma

42,38%

18

Bergamo

62,19%

53

Asti

51,94%

88

Rovigo

42,36%

19

Udine

62,03%

54

Salerno

51,47%

89

Napoli

42,13%

20

Teramo

61,94%

55

Varese

51,46%

90

Imperia

42,03%

21

Savona

61,64%

56

Isernia

51,42%

91

Matera

41,46%

22

Cremona

61,60%

57

Caserta

51,18%

92

Crotone

40,62%

23

Milano

60,95%

58

Piacenza

51,06%

93

Potenza

40,14%

24

Reggio Emilia

60,70%

59

Sassari

51,00%

94

Alessandria

39,95%

25

Sondrio

59,82%

60

Viterbo

50,99%

95

Latina

38,02%

26

Pisa

59,75%

61

Rieti

50,36%

96

Vibo Valentia

37,51%

27

Lucca

59,50%

62

Como

50,08%

97

Trapani

37,00%

28

Perugia

59,34%

63

Lecce

50,05%

98

Monza

36,77%

29

Trieste

59,26%

64

Chieti

49,88%

99

Siracusa

35,08%

30

Gorizia

58,83%

65

Modena

49,85%

100

Palermo

34,93%

31

Brescia

58,66%

66

Prato

49,47%

101

Frosinone

33,95%

32

Aosta

58,54%

67

Verona

48,74%

102

Massa

33,85%

33

Firenze

58,53%

68

Ascoli Piceno

48,45%

103

Agrigento

33,67%

34

Ancona

58,47%

69

Genova

48,42%

104

Catania

30,88%

35

Lodi

58,08%

70

Brindisi

48,39%

Fonte: Legambiente, Ecosistema Urbano (Comuni, dati 2017) – Elaborazione: Ambiente Italia

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