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Corti in circolo: da “Under pressure” a “Luoghi comuni” e “Manciukuò” i giovani registi si raccontano

Una vetrina dedicata ai giovani registi irpini. E’ la rassegna “Corti in circolo” dedicata a cortometraggi di autori avellinesi  in programma il 10 aprile, alle 20, nell’ipogeo della Chiesa di Costantinopoli, promossa dal Cinecircolo Santa Chiara. Da “Under pressure” di Maurizio Venturiero a “Luoghi comuni” di Lorenzo Crescitelli fino al “Backstage Luoghi Comuni” di Maurizio Venturiero e “Manciukuò anni ’40” di Luca Branca e Gabriel Pisano. A moderare l’incontro Gianpaolo Di Salvo.  E’ Maurizio Venturiero, videomaker e regista, formatosi al Dams di Salerno e poi alla Napoli Film Academy a sottolineare come “La rassegna nasce dal desiderio di far conoscere alla città i lavori realizzati da giovani registi del territorio, ciascuno con un suo sguardo personale. Malgrado il forte fermento culturale che caratterizza il territorio, grazie alla presenza di giovani artisti, associazioni e rassegne di qualità, l’universo cinematografico resta uno spazio in cui è difficile essere ascoltati, a meno che non ci si appiattisca sul cinema comico o sul filone legato a storie di camorra. Manca anche un sostegno sul territorio da parte di enti e istituzioni. In ‘Under pressure”, scritto con Gabriella De Crescenzo analizzo il disagio dei giovani, un disagio che appare spesso insopportabile a causa della pressione sociale, delle regole imposte dalla società che chiede di essere sempre perfetti ed efficienti e non tollera fragilità. Ecco perchè ho immaginato un vero horror con un giovane studente universitario che si risveglia in un incubo reale, con gli oggetti intorno a lui — la caffettiera, lo specchio del bagno, i libri di studio, persino il controller della PlayStation — che iniziano a parlargli con le voci della sua famiglia, dei suoi amici, dei professori e dei suoi implacabili haters. Ciò che inizia come qualcosa di inquietante diventa presto insopportabile: un coro incessante di giudizi che cresce sempre più forte, spingendolo sull’orlo di una scelta irreversibile. Il corto è stato proiettati anche nell’ambito del Laceno d’oro”. Confessa di “essersi innamorato del cinema guardando i film di Spielberg e Guerre Stellari, di qui la scelta di studiare all’Università di Salerno e, poi, a Napoli e di aprire un mio canale in cui pubblico video e reportage”. Dal disagio dei giovani all’analisi del linguaggio del cinema, come accade in Luoghi comuni in cui Lorenzo Crescitelli propone una riflessione sui clichè e gli stereotipi che caratterizzano il cinema horror, attraverso le immagini di una ragazza che cammina sola in una città deserta, mentre qualcuno la segue. Per scoprire che niente è che come appare e che i luoghi comuni ingannano sempre. Un itinerario che prosegue con Manciukuò  in cui un paesino di montagna arrivano degli alberi per essere tagliati “Abbiamo realizzato questo cortometraggio – spiegano Luca Branca e Gabriel Pisano – come progetto della nostra testi. Ad ispirarci la vicenda storica dell’Unità 731 giapponese. Formata a metà degli anni ’30 ad Harbin, nella Cina nord-orientale, l’Unità 731 condusse esperimenti letali su circa 3.000 prigionieri, per lo più cinesi e coreani. Si tratta di una storia che, almeno dal nostro punto di vista, gira attorno all’elemento del tronco. Tronchi erano infatti chiamati i prigionieri vittime degli esperimenti. Ed è proprio da lì che siamo partiti con la scrittura di Manciukuò anni ‘40”.

 

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