Una segnalazione giunta da Contursi Terme (SA) riaccende i riflettori sulle difficoltà di collegamento nelle aree interne del Mezzogiorno. Un cittadino ha raccontato la propria esperienza, trasformata in un appello pubblico dall’Associazione Svimar: durante uno dei suoi spostamenti quotidiani tra Contursi Terme ed Eboli, resi necessari dall’assenza di collegamenti diretti verso Sala Consilina, è rimasto coinvolto in un grave incidente stradale.
«La sua vicenda – commenta il presidente della Svimar, Giacomo Rosa – mette in evidenza una realtà che tanti cittadini delle aree interne conoscono bene: viaggi lunghi, scomodi e spesso insicuri, aggravati dalla chiusura, ormai dal 1987, della linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro. Questo episodio non è soltanto una storia individuale: è la prova concreta di quanto la carenza infrastrutturale possa pesare sulla vita quotidiana e sulla sicurezza delle persone.»
L’Associazione Svimar ha espresso la propria vicinanza al cittadino coinvolto, ribadendo l’impegno a battersi per il potenziamento dei collegamenti, in particolare quelli ferroviari, considerati indispensabili per garantire coesione, sviluppo e dignità a tutto il territorio. Da anni l’ente sostiene la riapertura all’esercizio della ferrovia Sicignano-Lagonegro, una delle tratte che potrebbero restituire respiro e collegamenti rapidi a vaste aree del Sud.
La Svimar (Associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno e delle Aree Interne) è una realtà interregionale che opera tra Campania, Basilicata, Puglia e Calabria, con l’obiettivo di contrastare il declino economico, sociale e demografico delle zone interne, colpite da spopolamento ed emigrazione. Le iniziative dell’associazione mirano a rompere l’isolamento di queste comunità, puntando a infrastrutture moderne e a un nuovo equilibrio territoriale.
«Scrivo per portare alla vostra attenzione una situazione che riguarda non solo me, ma tanti altri cittadini – racconta nella sua lettera il cittadino di Contursi Terme. – Tra Contursi Terme e Sala Consilina non esistono collegamenti diretti, né ferroviari né su gomma; l’unica possibilità è affidarsi al trasporto pubblico lungo l’autostrada A2, con cambio obbligatorio a Eboli, che rappresenta di fatto l’unico snodo utile. Ciò significa che chi viaggia quotidianamente è costretto a deviare, allungando tempi e distanze».
La linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro, che avrebbe potuto garantire un collegamento diretto, è chiusa dal lontano 1987 e mai riattivata. «Questa situazione – prosegue la lettera – obbliga chi, come me, deve spostarsi per lavoro ad affrontare viaggi lunghi, scomodi e rischiosi. Ed è proprio durante uno di questi spostamenti che, il 26 giugno 2025, sono stato investito mentre attraversavo sulle strisce pedonali nei pressi della stazione di Eboli, riportando un serio infortunio».
L’uomo sottolinea che quello era il percorso che percorre da anni, “l’unico realmente praticabile in assenza di alternative”. La sua richiesta è chiara: «Mi auguro che quanto accaduto possa contribuire a rafforzare l’impegno verso lo sviluppo e il potenziamento delle infrastrutture, in particolare quelle ferroviarie, indispensabili per la coesione e la crescita del nostro territorio».
Anna Bembo



