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Alla fine si arriva al momento della verità. Il matador, i picadores e i banderilleros escono dall’arena e restano in campo il toro ed il torero per il duello finale, al termine del quale uno dei due soccomberà. Quasi sempre il torero uccide il toro ma, talvolta, ne esce malconcio in barella.

Per Conte e Renzi, oggi alla Camera e domani al Senato, è arrivato il momento della verità. Uno dei due ne uscirà vincitore e l’altro perdente. Molti fanno il tifo per il toro e si augurano che la crisi si risolva in tempi rapidissimi e si riprenda, con più efficacia anche se con una riscrittura dell’agenda di Governo fino alla fine della legislatura, e con maggiore incisività nella lotta al Covid e sul piano di rilancio dell’economia.

Renzi ha aperto una crisi assurda, ingiustificata e incomprensibile ai più in uno dei momenti più drammatici e difficili della storia del Paese. D’Alema, interpretando il pensiero di tantissimi cittadini, ha dichiarato al Corriere: “Trovo incomprensibile e incredibile che l’Italia, e in parte l’Europa, debbano andare dietro alle follie di una sola persona”. Zingaretti lo ha definito inaffidabile, anche se mezzo partito ancora cincischia in un auto masochismo incomprensibile. I 5Stelle non vogliono avere più nulla a che fare con lui. In Parlamento stanno formandosi dei gruppi politici in sostegno a Conte, ma, pare che l’UDC si sia sfilato e i numeri ancora non ci sono e al Senato la maggioranza è a rischio.

Anche in Europa la scelta di Renzi non è stata compresa. Il Financial Times: La crisi “potrebbe mettere a rischio le sorti economiche dell’Italia”: Gli fa eco Le Monde: solo un Paese disgraziato, sprovveduto e sciocco può permettersi il lusso di buttarsi in una crisi di Governo.

Ma perché si è arrivati alla crisi e quali sono i veri motivi che hanno indotto Renzi ad aprirla? Il cittadino medio e il buon padre di famiglia ne sono rimasti conturbati e ancor più arrabbiati perché, in un momento in cui il virus continua a mietere morti, molti squallidi personaggi della politica continuano a fare giochetti, distinguo, conservare poltrone, anteponendo il loro interesse particolare a quello generale del Paese. Le ragioni che hanno spinto “l’innominabile” (così il Fatto quotidiano chiama Renzi) sono individuabili in due ordini di idee. Il primo sta nel DNA del personaggio: un narcisista inguaribile, con Io ipertrofico, che crede di essere il migliore e di poter determinare le sorti della politica italiana anche con un partitino del 2 virgola%.

Approdato alla segreteria del PD e alla Presidenza del Consiglio attraverso una comunicazione scaltra e fasulla ben presto si è scoperto il bluff della rottamazione e il fallimento sostanziale del suo progetto politico personale: una pessima e incostituzionale legge elettorale e una modifica azzardata e sconclusionata della Costituzione che fortunatamente l’elettorato gli ha respinto con il referendum, per rafforzare il suo potere personale. Invece di ritirarsi a vita privata-come aveva promesso- ha tentato di svuotare il PD dal quale è uscito con un drappello di transfughi, dall’esterno, come aveva fatto in Francia Macron con i socialisti. Anche questo disegno non gli è riuscito ed ora, pur di avere una visibilità che gli permetta di stare ancora in campo si muove, si muove alla ” Muoia Sansone con tutti i filistei”. Vuole scaricare Conte per sedersi al tavolo delle trattative e imporre, come ha fatto finora, le proprie condizioni, Ha ritenuto che la crisi –come è avvenuto 65 volte su 67- si svolgesse in maniera extraparlamentare e che nessuno avrebbe voluto andare a elezioni anticipate. Ha sottovalutato Conte che ha chiesto a Mattarella, come suo diritto, di andare in Parlamento, e si è attivato per formare un nuovo gruppo prodromo di un prossimo nuovo soggetto politrico centrista, cattolico, liberale, europeo che avrebbe potuto guidare egli stesso. Ma pare che al Senato i conti non tornino e il come va a finire resta incerto.

Se il progetto riesce con molte probabilità, ci si libera definitivamente di Renzi anche se i giochi ancora non sono fatti. Noi stiamo con il toro!

di Nino Lanzetta

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