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Emergency si mobilita, appello a Comuni e cittadini per ribadire il no alla guerra

Parte dalla Capitale l’11 novembre alle ore 19.00 con i volontari presenti nella piazza del Municipio di Roma l’appello di EMERGENCY ai Comuni, agli enti pubblici e privati, alle scuole e ai cittadini per riaffermare l’importanza di dire NO alla guerra. Ad accendere il Campidoglio sarà la scritta R1PUD1A contro la guerra  e, per farlo, sceglie una giornata simbolica l’11/11 in richiamo all’articolo 11 della Costituzione italiana che sancisce che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

La campagna R1PUD1A è stata lanciata in occasione della scorsa Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate il 4 novembre quando in oltre 60 città italiane i volontari si sono riuniti in luoghi simbolici, dal Duomo di Milano al Ponte di Rialto a Venezia, dalla Torre di Pisa fino alla chiesa di San Ferdinando a Bari, per ricordare tutto questo. E domenica 3 novembre anche il Papa a Piazza San Pietro durante l’Angelus ha ribadito l’appello con le parole Che questo principio possa attuarsi in tutto il mondo. La guerra sia bandita e si affrontino le questioni col diritto e i negoziati, tacciano le armi, si dia spazio al dialogo”. Un appello sostenuto con forza anche dall’associazione Emergency di Avellino

In un momento in cui la guerra sembra inevitabile e sono 56 i conflitti aperti nel mondo, l’appello di EMERGENCY diffonde il messaggio della nostra Costituzione. “Dopo i conflitti mondiali, le atomiche e milioni di morti, l’Italia è rinata dall’idea che nessuna guerra potrà mai essere la soluzione – dichiara l’associazione –.  Il nostro Paese si è impegnato a risolvere i conflitti con altri mezzi: con la diplomazia, la politica e la pace. Eppure non stiamo più assistendo a significative azioni di pace. Il linguaggio della guerra dilaga come fosse una verità inoppugnabile: l’opinione pubblica è chiamata alla guerra attraverso le parole dei politici e dei media. In Italia e in Europa i governi si riarmano e dicono che la pace è un lusso. Ma il lusso è proprio l’industria bellica. Secondo Milex, l’Osservatorio sulle spese militari in Italia, solo nel 2025 il nostro Paese ha già preventivato di destinare 32 miliardi di euro alle spese militari, record storico con un aumento del 12,4% rispetto al 2024 e del 60% sul decennio. Di questi 32 miliardi ne riserverà  13 per i nuovi armamenti, con un balzo del 77% nell’ultimo quinquennio.

EMERGENCY, nata per offrire cure medico chirurgiche gratuite di elevata qualità alle vittime della guerra e per promuovere una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani, dalla sua fondazione è intervenuta in 21 Paesi curando, in tutte le sue strutture, oltre 13 milioni di pazienti nel mondo. Oggi l’organizzazione è presente in 8 Paesi del mondo, tre dei quali con un conflitto in corso: il Sudan, l’Ucraina e la Striscia di Gaza in Palestina. Proprio grazie alla sua esperienza sul campo EMERGENCY afferma, ancora una volta, che il 90% dei morti e dei feriti sono civili e che la spesa di un F-35 vale quanto 3.244 posti letto di terapia intensiva.

La nostra storia ci dice di non tacere, di impegnarci per abolire la guerra, di non perdere mai di vista le vittime – conclude EMERGENCY nel suo appello – Non ci stancheremo di ripeterlo: EMERGENCY ripudia la guerra, come tantissimi in Italia. Con questa campagna è il Paese in prima persona a potersi esprimere. Perché il senso della Costituzione è inequivocabile e le persone possono darle nuova voce e farla vivere ancora. Perché dire “no alla guerra” è ovunque un’aspirazione ma è anche un modo per rispettare la storia del nostro Paese e dimostrare che la nostra Costituzione è ancora ‘lettera viva.’”

Alla campagna “R1PUD1A” possono aderire singoli cittadini, scuole, teatri, Comuni, enti pubblici e locali.

 

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