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Festa: alle Regionali senza un partito è stato un successo. Ora le amministrative: pronte quattro liste

Obiettivo raggiunto. Una prima vittoria dice Gianluca Festa in conferenza stampa commentando il risultato delle regionali: “La lista Moderati e riformisti, Cirielli presidente ha registrato in Irpinia il miglior dato in percentuale della Campania: il 6,54 per cento. Eccezionale”. Ma non finisce qui: “Siamo in attesa dei conteggi finali, perché i dati che tutti abbiamo letto dal sito del Ministero sono ovviamente provvisori. Secondo un gioco di incastri che è complicato spiegare (il sistema dei resti della legge elettorale regionale ndr), se a Benevento Fratelli d’Italia dovesse superare Forza Italia, la differenza è di una trentina di voti, potrebbe cambiare la distribuzione dei seggi e noi potremmo avere un seggio in Irpinia, o comunque ci potrebbero essere tre seggi per il centrosinistra e solo uno per il centrodestra. Attendiamo quindi prima di valutare il dato definitivo”.

A Festa, che parla nella sede elettorale, con dietro i simboli di Davvero e W la libertà ed Enjoy, le tre liste per le comunali ma alla fine saranno quattro, interessa soprattutto l’aspetto politico del dato dell’ultima tornata elettorale: “E’ stata una campagna elettorale condotta in soli quaranta giorni, ho scelto di candidarmi quando erano state organizzate le altre candidature. Ho evuto proposte praticamente da tutti i partiti del centrodestra, ma mi interessava costruire un progetto civico, continuando il percorso che ho avviato in questi anni. Il risultato mi ha dato ragione, è stato un successo alle urne e abbiamo radicato il nostro progetto sul territorio”.

E allora è tempo di comunali ad Avellino, ma anche ad Ariano, a Cervirnara: “Questa campagna elettorale ci è servita a consolidare rapidamente la nostra presenza in Irpinia. Questa è la sfida che ho voluto lanciare: continuare un progetto civico ampliato, e spero di ampliarlo ulteriormente in Regione”.

La sfida vincente è stata anche tra civismo e partiti: “Non potevo sostituirmi a una macchina di partito”, ricorda Festa. Sottolinea che non c’è stato il doppio voto con l’altra candidata Monica Spiezia: “Abbiamo deciso di farci votare singolarmente perché l’importante era far crescere la lista, non il dato personale. Facciamo sempre lavoro di squadra. Se guardate la somma delle nostre preferenze dei candidati della nostra lista, emerge che non abbiamo fatto una campagna elettorale personale. Abbiamo chiesto agli elettori di scrivere i nostri nomi singolarmente sulla scheda, in modo da fare crescere la lista. Ci siamo riusciti senza nessun ‘colpo in testa’: vale a dire il voto di opinione per il simbolo, essendo civici e non un partito.  Dopo questa tornata elettorale non solo siamo tornati in pista in maniera convincente, ma ci siamo ulteriormente rafforzati: abbiamo constatato che ci sono tanti amministratori che hanno voglia di impegnarsi ma non vogliono necessariamente una casacca. Per alcuni può contare il nome del partito, per molti altri no. Abbiamo puntato non solo il civismo ma, a differenza degli altri, la rappresentanza territoriale: non c’è un comune in cui non abbiamo preso voti”.

Comunque se Festa fosse stato eletto in regione si sarebbe dimesso: “Il ruolo di consigliere regionale di opposizione è poco incisivo, è debole. Il progetto civico non poteva essere abbandonato per un seggio che sarebbe servito a poco”.

Commenta poi il risultato di Forza Italia, “partito che in questi mesi si radicato grazie al lavoro del coordinatore provinciale Angelo Antonio D’Agostino. A D’Agostini, è noto – ricorda Festa – mi lega un rapporto personale di amicizia e lealtà: tra l’altro quando ero sindaco lo candidai a sua insaputa a presidente della provincia. Prima delle regionali mi ha chiesto se mi candidassi con Fi ma il mio obiettivo non era l’elezione con Forza Italia, non era il consenso”.

Festa ripete di non aver mai confuso la competizione regionale con la competizione cittadina: “Su 28 giorni ne avrò trascorsi due in città. Se avessi voluto misurarmi in città, avrei fatto un’altra campagna elettorale. Avrei potuto prendere dieci punti in più ma il mio obiettivo era un altro. Prendere voti con una lista civica in una coalizione ampia fatta di partiti è molto più difficile che prenderli da sindaco. Alle comunali l’elettore sceglie chi convince di più. Le regionali sono una competizione elettorale completamente diversa per contenuti e dinamiche politiche, ecco sono elezioni più politiche, i simboli incidono. Sono simili alle politiche. Guardate i voti dei 5s: circa 2.000 voti in più rispetto alle comunali. Le regionali sono un test elettorale nazionale e non locale”.
Festa parla infine anche della sua vicenda giudiziaria: “Ho chiesto il giudizio immediato perché voglio raccontare che cosa è successo, voglio una operazione verità, la gente deve sapere quello che è accaduto e soprattutto quello che non è mai accaduto. Lo deve ascoltare pubblicamente”.

 

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