“Apprendiamo dalla stampa dell’incontro tra i consiglieri regionali Zecchino e Sangiuliano e il Ministro Urso. Un incontro dal quale, ancora una volta, emerge una politica più interessata alle dichiarazioni che ad affrontare le emergenze reali del territorio”. Così il segretario generale Fiom, Giuseppe Morsa.
“Colpisce che non vi sia alcun riferimento alla vertenza Menarini di Flumeri, con centinaia di lavoratori in ammortizzatore sociale da febbraio e uno stabilimento che continua a subire le conseguenze della mancanza di commesse e degli insufficienti ordinativi pubblici. Si parla di RCA, ma non di Menarini. E soprattutto non si parla del territorio, del lavoro che rischia di essere compromesso e delle difficoltà che vivono ogni giorno centinaia di famiglie irpine. La cosa più grave è che tutti i protagonisti di questo incontro conoscono perfettamente la situazione della Menarini. Conoscono la crisi, conoscono le difficoltà produttive e conoscono le preoccupazioni dei lavoratori. Nessuno può sostenere di non essere informato. Da oltre sei mesi le organizzazioni sindacali chiedono l’apertura di un tavolo istituzionale per affrontare la vertenza, verificare gli impegni assunti dal MIMIT e costruire soluzioni concrete per garantire continuità produttiva e occupazionale. A quelle richieste, però, continuano a non arrivare risposte adeguate. Eppure il Ministro Urso e il MIMIT avevano assunto precisi impegni nel percorso che ha portato alla privatizzazione dell’ex Industria Italiana Autobus. Oggi quei lavoratori attendono che quegli impegni si trasformino in azioni concrete. La verità è che troppo spesso la politica parla di aree interne solo quando c’è da fare propaganda. Quando invece c’è da difendere il lavoro, sostenere l’industria e dare risposte ai lavoratori, prevalgono silenzi e assenze. I lavoratori della Menarini non hanno bisogno di fotografie, annunci o dichiarazioni. Hanno bisogno di commesse, di prospettive e di istituzioni che si assumano le proprie responsabilità. Ancora una volta, mentre la politica guarda altrove, lavoratori e sindacati vengono lasciati soli a difendere il futuro di uno dei più importanti presidi industriali dell’Irpinia”.


