E’ nella capacità di riunire intorno a un tavolo giovani di formazione e schieramenti diversi la valenza forte del confronto, fortemente voluto da Antonio Sasso, tenutosi questo pomeriggio al Bar Hope di Avellino. Le nuove generazioni, dai ventenni ai trentenni, si raccontano, a partire da una città che non riesce a rispondere appieno alle loro esigenze ma in cui si può scegliere di restare per contribuire a trasformarla. Giulia Perfetto di “Insieme per Avellino” sottolinea come uno dei mali della società di oggi è l’indifferenza, che investe soprattutto i giovani “Di qui la sfida di coinvolgere le nuove generazioni sul piano sociale e politico, superando personalismi, perchè facciano la propria parte per costruire una società migliore. Una responsabilità che è anche degli adulti”. Don Mario Cucciniello, giovane sacerdote, spiega come già confrontarsi è un passo importante e chiarisce come “E’ fondamentale guardare l’altro negli occhi, uscire dalla propria comfort zone per superare l’indifferenza e l’apatia che caratterizzano tanti giovani. Eppure, sono sempre più convinto che una chiave per smuovere le nuove generazioni sia quella dell’emotività, oggi, più che mai è necessario puntare sulle emozioni, sulla riscoperta del mondo interiore”. Antonio Penza, esponente di Forza Italia, rivendica per sè la definizione di liberale e spiega come “uno dei nodi del problema sono i valori in cui si riconoscono le nuove generazioni. Valori molto diversi da quelli che ci hanno trasmesso i nostri padri- Così la sensibilità, la capacità di commuoversi dinanzi ad un’opera d’arte diventa un segno di fragilità e dunque un difetto. Anche ascoltando le canzoni, si ha la sensazione che la violenza la faccia da padrona mentre la sensibilità nei confronti dell’altro può aiutarci a comprendere le ragioni di chi abbiamo di fronte”.
Antonio Liuzzi dei Giovani Comunisti sottolinea l’importanza di incontri come questi “E’ la prima volta che giovani legati a universi, associazioni e formazioni politiche diverse hanno la possibilità di dialogare. E’ un punto di partenza importante perché questa città paga il prezzo della mancanza di spazi di confronto, di luoghi dove promuovere iniziative culturali e questa mancanza finisce per scoraggiare i ragazzi dal partecipare. Senza contare che le famiglie, troppo spesso, sono le prime a dissuadere i figli dallo schierarsi, dal prendere parte a manifestazioni, assemblee, dal far sentire la propria voce”. Emanuele Troisi, giovane ingegnere aerospaziale, spiega come “Ai giovani manca la capacità di meravigliarsi, che è sintomo di interesse e curiosità. Una mancanza determinata dal contesto in cui si vive, un contesto che finisce per mettere in secondo piano il trascendente mentre è fondamentale trovare un equilibrio tra ciò che è trascendente e ciò che è materiale”. E ribadisce come “Avellino faccia fatica a valorizzare le sue potenzialità, dai giovani al suo patrimonio storico artistico”. Giovanni Iannaccone, archeologo, chiarisce come “Una delle ragioni del mancato attivismo dei giovani sia l’ignoranza. Abbiamo una terra che è bellissima, ricca d’acqua. Ci vogliono convincere che il futuro che ci aspetta è cupo ma non è così. Io ho scelto di restare, di investire su questa terra per il mio futuro e sono convinto che ciascuno di noi può offrire il proprio contributo”. Claudio Petrozzelli, esponente del Pd, chiarisce come “e’ importante capire a chi ci si rivolge quando si parla di giovani senza fare di tutt’erba un fascio”. Punta l’indice contro i partiti ” che non svolgono più il proprio ruolo e i giovani non si appassionano se non si sentono ascoltati dalla struttura”. E ammette con amarezza che “se in altri comuni della provincia è possibile rivestire ruoli di amministratori pur essendo giovani, non è così per la città in cui continua a farla da padrona la vecchia classe dirigente senza che ci sia un ricambio”. E ricorda come “Ciascuno di noi deve impegnarsi e partecipare per cambiare le cose, altrimenti finiremo per consegnare nelle mani degli altri la possibilità di decidere il nostro futuro, poichè il nostro voto vale come quello degli altri”.
Di parere diverso Alfonso Maria Gallo, esponente di +Europa e in prima linea nel progetto Give Back “Di fronte a una popolazione in cui cresce l’età media, i giovani contano sempre meno”. E riconosce come “In un mondo che cambia e che rischia di trasformarci anche dal punto di vista biologico, l’unica chiave resta quella dell’empatia, della comprensione della vulnerabilità altrui, superando polarizzazioni che servono solo a dividerci. Ecco perchè dobbiamo ritornare a parlarci”. E’ quindi ancora Perfetto a ribadire come “Il dialogo e l’ascolto restano strumenti fondamentali per costruire insieme una comunità migliore, andando oltre le differenze e mettendo al centro le esigenze dei cittadini. Avellino cresce, solo se cresce unita. Dunque, una comunità partecipata può contribuire a dare un nuovo volto all’Irpinia. Partiamo dai giovani, partiamo da Avellino, partiamo da qui”. Inevitabile che il confronto affronti anche il tema del rapporto tra i giovani e Intelligenza Artificiale. Se Emanuele pone l’accento sulla necessità di stabilire dei limiti nel rapporto tra uomo e tecnologie, Alfonso ribadisce come è fondamentale utilizzare le nuove opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale ma con la consapevolezza dei rischi che l’accompagnano. E quando Sasso pone l’accento sul concetto di libertà, sono tutti concordi nel ribadire che nel nostro paese sia ancora difficile parlare di libertà di pensiero e di informazione, basta leggere qualsiasi giornale per comprendere i rapporti con i gruppi di potere. Tanti gli spunti di riflessione emersi dagli interventi del pubblico che ribadiscono più volte il ruolo importantissimo che svolgono le associazioni in una città come Avellino. Infine, una promessa, fare in modo che il confronto non finisca dopo questo incontro ma sia il punto di partenza di una rete, di un dialogo costante.





