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Giulia, la scrittura in difesa delle aree interne. Mattarella la nomina alfiere della Repubblica

Numerosi i riconoscimenti ottenuti sia a livello nazionale che internazionale con i suoi racconti e articoli. Dalla rubrica di recensioni su libri legati ai territori delle aree interne per un periodico locale alle collaborazioni a numerose testate e blog.

“E’ per me un onore – spiega Giulia interpellata dall’ANSA – poter ricevere questo importante riconoscimento, nel segno dei valori ai quali la democrazia si ispira. La mia attività si compone di tanti frammenti sparsi in poesie, articoli e conferenze su argomenti diversi”. Tra i suoi maestri lo scrittore e poeta Alfonso Nannariello “E’ stato il primo a credere nel valore delle mie parole, ad avvicinarmi al giornalismo, a consentirmi di entrare nella redazione del Calitrano. Oartendo dal Cogito ergo sum di Cartesio ci ha chiesto di interrogarci sul nostro stare al mondo, perchè non trovassimo pace e il nostro pensiero abbattesse i pregiudizi”. Aveva solo undici anni quando si è aggiudicata la vittoria del primo premio nel concorso regionale “Inno alla vita” per i suoi versi, scritti su incoraggiamento della docente di lettere.

Da allora ha partecipato a diversi concorsi internazionali di poesia. Nel 2019, ha ricevuto il Premio Speciale Miglior Giovane Autore nel Concorso letterario “Mille papaveri rossi”, il Premio Speciale Giovani nel Concorso internazionale “Don Luigi Di Liegro”, con cerimonia in Campidoglio, il I Premio Assoluto Giovani Poeti nel Concorso internazionale “Il Dantesco”, con cerimonia presso il palazzo papale di Anagni, il “Premio Giovani Promesse” nel Concorso internazionale Michelangelo Buonarroti.

Nel 2020 comincia la collaborazione con il periodico il Calitrano con una rubrica dedicata a libri che raccontino i territori delle aree interne e le trasformazioni culturali. Ma sono numerosi gli articoli scritti anche per testate e blog. Dalla riflessione sul libro “Paesaggio con rovine” di Generoso Picone e all’analisi del momento difficile che viveva la scuola dopo la pandemia pubblicata sul Quotidiano del Sud come lettera all’allora Ministro dell’Istruzione Bianchi.  “È giunto il momento di non adagiarsi più su frasi come “è sempre stato così” e “le cose non possono cambiare” – scriveva Giulia – Le cose possono cambiare con dedizione, idee, unione e con il tempo. Dalle crepe sia profonde che superficiali nel sistema scolastico italiano – e meridionale nello specifico – entra la luce giusta per illuminare un cammino di crescita che regalerà ai giovani un futuro migliore”.

E’ intervenuta al Festival “Le radici delle nuvole”, diretto da Franco Dragone, nel 2022, ha partecipato a numerose e rassegne e cicli di incontri “sempre in difesa – spiega – del valore della democrazia, dell’ambientalismo, della parità di genere e del Mezzogiorno”.

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