Non risparmia strali al governo Meloni e al ministro Valditara l’onorevole dei 5 Stelle Antonio Caso, componente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati, ospite del confronto su “La città della cultura e della memoria” nell’ambito del ciclo di incontri “La città che verrà”, promosso dai 5 Stelle nella sede del comitato elettorale. “La gaffe del ministro Valditara con la quale l’assassinio di Piersanti Mattarella viene attribuito alle Br e non alla mafia – spiega Caso – è inaccettabile. Dobbiamo anzi sperare che sia una gaffe e non altro, perché ogni atto che sta portando avanti questo governo, anche in Commissione Cultura a Roma, appare il segno di una sorta di revisionismo storico condotto a proprio piacimento. Oggi più che mai siamo chiamati a fermare questa ondata che è certamente preoccupante”.
E incalza “Il ministro Valditara dovrebbe iniziare a pensare seriamente a quale sia l’obiettivo del suo mandato e dunque a restituire dignità al mondo della scuola. Ma sta andando nella direzione opposta ed è significativo del modo di agire delle forze del centrodestra. Quella che sta costruendo il governo Meloni, con l’avallo del ministro Valditara, è l’esatto contrario della società che immaginiamo. Oggi, ad esempio, sono stato in piazza insieme ai sindacati per manifestare contro la riforma degli istituti tecnici voluta dal Ministro, perché finisce per trasformare la scuola in un percorso di avviamento al lavoro. Noi invece portiamo avanti un’idea di società diversa. Crediamo in una scuola che formi i cittadini del futuro, che li aiuti a sviluppare il pensiero critico”. Sottolinea l’importanza di parlare “di cultura, perché, al di là della ricaduta economica e dei vantaggi più pratici che può determinare lo sviluppo culturale di una città o di un Paese, costituisce la vera ricchezza di una comunità”. E sulla sfida di rilanciare la cultura in una città del Sud e delle aree interne “E’ fondamentale intercettare i finanziamenti per dare un futuro ai territori. Già Fico ha consegnato un segnale importante, incrementando i fondi a sostegno di spettacoli e del comparto cinematografico. Ma soprattutto ha offerto un esempio di metodo differente. Sentiamo spesso ripetere che “con la cultura non si mangia” ma la verità è che è sempre stata un terreno di clientele, con la quale mangiavano in pochi, mentre il presidente della Regione ha voluto dare un taglio a questo meccanismo, facendo capire che la cultura è di tutti e non solo appannaggio di pochi”.
E’ quindi Anna Laura Orrico, già sottosegretaria di Stato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali a ribadire “A sostenere il candidato sindaco Pizza è un progetto ampio, una proposta condivisa che, sono sicura, interpreta le aspettative e i desideri di una comunità che ha bisogno di certezze. Poichè sappiamo bene che le amministrazioni precedenti sono state zoppicanti. Una progettualità politica di così ampio respiro è sinonimo di una credibilità che può incoraggiare gli elettori ad andare al voto con una maggiore fiducia nel futuro”. Sottolinea con orgoglio la scelta della lista dei 5 Stelle di “partire da un tema così importante come la cultura, perché nel nostro Paese le politiche culturali sono spesso trascurate, considerate un fanalino di coda. Mentre la cultura genera un’economia giusta e sostenibile, e produce anche welfare e quindi benessere per la collettività. Parlare di cultura non significa soltanto parlare dei luoghi che ci appartengono e rappresentano la nostra memoria, ma significa anche ragionare sul futuro, su come questi luoghi della cultura possano ripartire sul piano economico, tutelando i diritti e l’ambiente”. E’ quindi Maura Sarno, coordinatrice provinciale 5 Stelle, chiamata a introdurre il confronto, insieme a Sara Spiniello, del Gruppo Territoriale 5 Stelle, a ribadire come “La memoria è la storia ma rappresenta il futuro. Vogliamo raccontare in questo ciclo di incontri l’intero programma elettorale, vogliamo che i cittadini votino consapevolmente non solo il candidato ma anche il programma di ciascuna lista”.
A prendere la parola sono quindi tre dei candidati della lista dei 5 Stelle, Antonella Festa, alla guida dell’Archivio Notarile distrettuale di Avellino sottolinea come “non è pensabile immaginare una città che non salvaguardi la memoria e identità. Penso all’importanza di valorizzare patrimoni come quelli rappresentati dai documenti notarili, a rassegne per valorizzare simboli della nostra storia ed eccellenze enogastronomiche, alla necessità di coinvolgere le scuole e potenziare l’offerta turistica attraverso strumenti digitali e una attenta segnaletica. Luigi De Pace, ingegnere pone l’accento sull’importanza di snellire la macchina amministrativa, attraverso una riforma dello Statuto Comunale “Tanti giovani vanno via non solo perchè non c’è lavoro ma anche perchè non si sentono accolti, perchè i servizi non sono efficienti e si fa più fatica a vivere il quotidiano”. La sociologa e scrittrice Maria Ronca ribadisce come la cultura sia spazio di confronto e crescita e non possa prescindere dal valore delle relazioni e dall’apertura alle altre culture, di qui l’importanza di aprire i luoghi alla città, rendendoli accessibili a tutti, dai piccoli agli anziani e alle persone con disabilità.







