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I festiani tirano dritto: senza emendamenti e parere dei revisori non voteranno il bilancio. Ma la questione vera è politica

La questione è politica prima ancora che tecnica. Almeno sino a un certo punto è tecnica. Il bilancio di previsione deve essere rettificato ed emendato, come ha scritto il collegio dei revisori dei conti nella sua ultima relazione: è ciò che chiedono i gruppi di Davvero e W la Libertà, cioè la maggioranza del consiglio comunale.

I festiani pongono quest’unica condizione preliminare per votare il previsionale nel consiglio di domani. Non hanno cambiato idea neppure dopo il confronto, nel pomeriggio di ieri, con il resto della maggioranza e il sindaco Laura Nargi. La linea è stata confermata nel vertice che si è tenuto in serata con l’ex sindaco Gianluca Festa.

E stamattina una delegazione di festiani preciserà al primo cittadino che le modifiche al bilancio dovranno avere il parere favorevole del collegio dei revisori. La questione così sarà risolta. Sembra facile, basta la buona volontà. Anche perché se il bilancio non dovesse passare scatterà la diffida del Prefetto: entro venti giorni, il consiglio dovrà approvare il previsionale, in caso contrario sarà avviata la procedura di scioglimento dell’amministrazione.

E la questione diventa politica. Per i festiani, il voto sul bilancio potrebbe essere l’occasione per mandare a casa Nargi. Del resto, con il sindaco non pare esserci più sintonia. La maggioranza di Davvero e W la Libertà non è d’accordo su come vanno le cose in città: Avellino è ferma al palo, dicono. Vorrebbero dare una accelerata a tutto. E nonostante siano in giunta, non ci riescono. Il problema sarebbe allora, ragionano i festiani, la mancanza di un leader vero, o meglio del loro leader, vale a dire Festa.

Che il rapporto Nargi-Festa sia in crisi lo dimostra anche il passaggio di due consiglieri di Siamo Avellino, il gruppo del sindaco, nella compagine di Festa. Un travaso tutto interno alla maggioranza che sarebbe giustificato dalla contrapposizione di due visioni diverse di città, di due modi di amministrare, a quanto pare, non conciliabili. Tanto è vero che ultimamente i festiani non perdono occasione per metterlo in evidenza: ad esempio, con la mozione “programmatica” che hanno presentato nell’ultima capigruppo. Si tratta di un documento in cui si ribadisce in sostanza il programma elettorale di Davvero e W la Liberà. Nella mozione una serie di proposte e gli eventuali probabili finanziamenti con i fondi Prius. A ciò si aggiungono le proposte di vendere lo stadio Partenio Lombardi, l’ex Mercatone e il Cimarosa. L’amministrazione, chiedono i festiani, è d’accordo o no?

Non è solo la questione bilancio che divide la maggioranza, il caso del previsionale è reale e nello stesso tempo sembra quasi un pretesto. Una intesa è sempre possibile. Se la questione politica è senza soluzione sarà chiaro domani in consiglio.

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