Sara Iannaccone, consigliere comunale del Pd, da sempre chiede alle amministrazioni cittadine che si sono succedute in questi anni di riservare costante attenzione alle periferie. Ad esempio a Bellizzi, dove lei vive, che, come altri quartieri, soffre da tempo una condizione di abbandono. Allora, la prima cosa da fare?
Partiamo dalle piccole cose, perché sono quelle che rendono vivibile una città e, quindi, anche le periferie. A proposito voglio complimentarmi con gli assessori che si sono messi subito al lavoro. Negli ultimi giorni ho avuto modo di confrontarmi con loro su diverse problematiche, soprattutto legate al decoro urbano, alla pulizia delle strade, del verde e ad altre questioni del vivere quotidiano, e ho trovato grande disponibilità. Il mio compito, o meglio dovere di consigliere comunale, è di aiutarli a focalizzare l’attenzione su alcune questioni che riguardano la zona in cui vivo. L’assessore Ettore Iacovacci mi ha assicurato di essere al lavoro.
Che problemi ci sono a Bellizzi?
Per dirne uno: stiamo aiutando un’associazione nell’organizzazione di un memorial che dovrebbe svolgersi il 18 luglio, nel campetto di Bellizzi, e nei sopralluoghi con gli assessori Trezza e Giacobbe abbiamo constatato la situazione di abbandono della struttura. Non è accettabile. È così al campetto, ma anche per altri spazi pubblici.
Il campetto non è stato riqualificato?
Il campetto è stato riqualificato anni fa, ma purtroppo quell’intervento, secondo me e secondo molti cittadini, non è mai stato realmente completato. L’assessore Giacobbe mi ha spiegato che servono risorse importanti per completare l’opera e che, al momento, questi fondi non sono disponibili. Mi auguro che l’amministrazione riesca presto a intercettare qualche bando utile per completare la riqualificazione del campetto.
Le strutture vanno poi riempite di contenuti.
Dobbiamo lavorare per reperire finanziamenti e, allo stesso tempo, prevedere la possibilità di affidare queste strutture anche a soggetti terzi, affinché possano prendersene cura e organizzare attività. E dobbiamo lavorare per costruire una rete di cittadini che si impegnino nella cura del territorio.
Intanto vanno avanti i lavori di riqualificazione della struttura dove un tempo c’era la scuola dell’infanzia e primaria.
Quella struttura sarà una casa famiglia. Sono fondi PNRR. Ma noi non vogliamo che Bellizzi diventi soltanto un luogo dove le persone dimorano temporaneamente. Dobbiamo creare luoghi di aggregazione in modo da sostenere le ultime piccole attività commerciali che resistono nel quartiere. E dobbiamo anche puntare sui servizi.
A proposito, l’ex Centro Caritas diventerà un asilo nido grazie ai fondi del PNRR. Personalmente non ritengo sia quella la collocazione ideale per un asilo, ma il progetto è stato finanziato e sarà realizzato.
Diceva dei luoghi di aggregazione.
Intanto, nell’ambito del cartellone di Ferragosto, a Bellizzi è prevista la presenza dell’artista Schettino. Comunque dobbiamo anche rivalutare la Zeza. A breve ci sarà una riunione. Immagino che la palestra dell’ex scuola potrebbe essere utilizzata anche dalle associazioni del territorio. Ho chiesto all’assessore Iacovacci di predisporre una mappatura delle strutture comunali che potrebbero essere concesse alle associazioni. Alcuni cittadini di Bellizzi mi hanno chiesto la disponibilità di una sala nella nuova scuola per ospitare un’associazione musicale.
Non sono piccole cose.
Sì, ma le piccole sono importanti. Ad esempio ci sono tante zone, soprattutto nelle contrade, dove la vegetazione copre perfino i lampioni. In questi casi la normativa prevede che siano i proprietari dei terreni confinanti con le strade comunali a dover provvedere alla manutenzione. Se non lo fanno, il Comune può intervenire direttamente, addebitando loro il costo dell’intervento. È una procedura già prevista e credo debba essere applicata con maggiore attenzione.
Che futuro immagina per Bellizzi?
Mi auguro che possa tornare a vivere come un tempo. L’obiettivo deve essere quello di aiutare le persone a restare, valorizzando il territorio, recuperando magari anche le case disabitate. Immagino un Comune che possa acquisirle e ristrutturarle, permettendo ai giovani di acquistarle a prezzi accessibili.
Una periferia che diventa un’opportunità per i giovani.
Esattamente. Questo dovrebbe valere per Bellizzi come per tutte le altre periferie della città. Bisogna creare le condizioni affinché i giovani possano trovare facilmente una casa, diventare autonomi e costruire qui il proprio futuro. Solo così riusciremo davvero a ricostruire il tessuto sociale delle nostre periferie.



