Lunedì, 10 Agosto 2026
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Di Pino Bartoli 

Lo stadio, dove si sta disputando la partita dell’anno, è zeppo. Pieno in ogni ordine di posti. Nel settore abbonati, durante l’intervallo salta agli occhi di uno spettatore che si è alzato per sgranchirsi le gambe, un sediolino vuoto proprio dietro di lui. Il signore che occupa il posto immediatamente a lato allunga teneramente, quasi volesse proteggerlo, il braccio sullo schienale. Incuriosito, gli chiede come mai con quel po po di partita che oramai si sta concludendo, quel posto è vuoto. Gli risponde, con voce rotta dell’emozione, il signore dell’abbraccio. «Era il posto di mia moglie. È morta. Quante belle ore abbiamo trascorso qui, insieme, a gioire e a soffrire. Scusatemi ma questo è un ricordo che mi commuove». Lo spettatore, gli rappresenta tutta la sua solidarietà e simpatia ma il suo senso pratico prende il sopravvento e gli chiede: «Peccato che in questa occasione non sia occupato. Ma non avete un parente, un congiunto che so un amico cui poterlo cedere?» e l’altro pronto: «Si certo, ma sono tutti al funerale di mia moglie». In questa barzelletta dall’esito facilmente prevedibile e che da qualche tempo circola sul Web c’è tutto il PD. Il rimpianto dei bei tempi andati, la custodia gelosa del passato sul quale non si è stati capaci di costruire un futuro. Quello, il futuro, nella realtà se lo sono costruito solo quattro burocrati sempre attenti a tagliare le gambe a chi può contrastarli. Come atteggiamento scimmiottano i padri fondatori che di mancanze pure ne hanno fatte, ma che sapevano ben mascherare e giustificare. Ma loro, non sono stati capaci di costruire nulla. E i figli, i congiunti, quelli che, per intenderci, stanno al funerale? Certamente per l’affetto che portavano alla signora ma anche perché di sediolini disponibili allo stadio ce n’è uno solo, attendono un momento di distrazione per occuparlo, per questo restano nel giro e, stando tutti insieme, si marcano meglio. Nel frattempo la politica, quella seria, quella che amministra, che organizza e che dirige la vita pubblica, continua a convincere sempre di meno. Prendete il caso di Avellino e del candidato a sindaco, È un continuo susseguirsi di nomi. Quasi tutti gli schieramenti cercano nella società civile qualcuno capace di attirare gli elettori ma, a quanto pare, finora inutilmente. E giusto per chiudere con un sorriso, un triste sorriso, vi ricordo la bellissima macchietta napoletana dove la figlia annuncia alla madre di essersi fidanzata perché ha trovato «un chiochiro più chiochiro e papà» Ebbene stavolta, a quanto pare, il «chiochiro» non riescono a trovarlo.

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