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Il Collettivo studentesco irpino in piazza: promuovere l’arma della cultura e non della guerra

Un presidio di piazza antifascista, contro il riarmo le guerre e la politica “liberticida” del governo. Tanti i giovani che hanno partecipato ieri pomeriggio alla manifestazione organizzata dal Collettivo Studentesco Irpino nello spazio antistante la Villa Comunale. Una mobilitazione per dire no a qualsiasi guerra  e “contrastare – spiegano dal Collettivo studentesco  – ogni forma di militarizzazione delle scuole, offrendo agli studenti l’arma della cultura e non della guerra e le forme di repressione introdotte dal governo Meloni. Denunciamo il tentativo delle forze armate di entrare nei luoghi del sapere. Ci troviamo di fronte a una propaganda promossa dal ministro Valditara che cerca di stravolgere la missione della scuola, finalizzata alla formazione del pensiero critico. Il riferimento è alla circolare dell’Ufficio Scolastico Regionale che invita i dirigenti scolastici a coinvolgere gli studenti nelle attività dell’aeronautica militare e di altre forze armate. Il Ministero della Difesa tenta di raccogliere adesioni tra i giovani studenti per prepararli alla guerra paventata dai leader  europei. Tutto ciò in seguito alla decisione della Commissione Europea di stanziare 800 miliardi per un piano di riarmo europeo con l’obiettivo di preparare l’Unione Europea alla difesa della Russia dopo anni di finanziamento del conflitto russo-ucraino. Un piano che vedrà anche il nostro paese contribuire con 50 miliardi di euro e che prevede un raddoppio della spesa militare italiana. Denaro pubblico che avrebbe potuto essere destinato alla scuola, ai trasporti, alla sanità. La propaganda dell’Unione che grida a un’improbabile invasione dell’Europa da parte della Russia è un pretesto per soddisfare gli interessi delle industrie belliche che si arricchiscono sul sangue dei nostri coetanei russi e ucraini. Se questo è l’obiettivo dell’Unione Europa noi non ci siamo”. Una manifestazione che è una netta presa di posizione anche contro il ddl sicurezza “Il nostro governo con misure liberticide cerca di rendere il nostro paese sempre più illiberale, impedendoci di manifestare e di far sentire la nostra voce.  Ma noi non ci fermiamo Vogliamo opporci con forza a visioni distopiche e militarizzanti. Chiediamo che lo Stato non investa nelle armi ma si preoccupi del benessere dei cittadini, della qualità dei servizi da destinare ai cittadini, lo sviluppo delle infrastrutture al Sud, sostenendo i piani per contrastare le emergenze come quella dei Campi Flegrei ”

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