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Il Pane per gli angeli, i riti legati alla preparazione del cibo negli scatti di Angela Maria Antuono al Mavi di Lacedonia

Il Pane per gli Angeli, questo il titolo della mostra fotografica di Angela Maria Antuono, curata da Pasquale Palmieri, che sarà inaugurata venerdì 23 maggio alle 17:30 al MAVI-Museo Antropologico Visivo Irpino di Lacedonia. Dopo la mostra “Altari” di Paolo Covino, che raccontava con sguardo sacrale l’intimità domestica del Sannio e dell’Irpinia, il museo lacedoniese continua a valorizzare le esplorazioni visuali delle culture del Mezzogiorno italiano ospitando un progetto che la fotografa e insegnante di arte Antuono, nativa di Caianello (CE), ha realizzato sul tema del cibo. Il lavoro sarà esposto al MAVI fino al 28 giugno nello spazio del primo piano dedicato alle mostre temporanee. «Con uno sguardo sensibile e innocente, privo di pregiudizi e sovrastrutture – scrive il curatore, l’architetto e fotografo Pasquale Palmieri – Angela Maria Antuono si immerge nei luoghi che abita e che attraversa. Ne tira fuori ritratti molto fisici, carnali, sensuali, ma anche teneri e fragili, a volte duri e primitivi, sempre trasudanti una forte energia vitale».

La mostra Il Pane per gli Angeli allestita al MAVI seleziona dal corposo archivio fotografico dell’autrice una serie di
immagini da cui traspaiono azioni con forte valenza di comunicazione sociale, nelle quali l’obiettivo fotografico accarezza l’umanità intenta alla preparazione e alla consumazione del cibo. «I suoi toni – prosegue Palmieri – sono spesso bianchi e neri fortemente contrastati, molto lontani dall’iconografia morbida e patinata che caratterizza le immagini della natura, del paesaggio e soprattutto della filiera della preparazione del cibo comunemente proposta dalle riviste e dagli ovattati programmi televisivi, fatte proprie e poi diligentemente riproposte dai consumatori nei loro post sui social». Il titolo di questo progetto, si legge nel testo critico di Marisa De Quattro che accompagna la mostra, richiama «il “pane de li angeli”, il pane della conoscenza del Convivio di Dante»: la conoscenza è il comune denominatore, ma se Dante invita tutti gli uomini a banchetto affinché possano saziarsi di poesia e di filosofia, afferma De Quattro, «partendo dalla vita vera e spudorata ritratta da Angela si può arrivare alla conoscenza di quello che eravamo e allo stesso tempo si può misconoscere la deriva intrapresa della omologazione, intesa come eliminazione di ogni differenza».

Si può quindi osservare che la mostra di Angela Maria Antuono si pone in un rapporto specifico e fecondo con lo
stesso patrimonio principale del MAVI, costituito dallo studio di comunità realizzato a Lacedonia per mezzo delle
immagini dal fotografo e antropologo Frank Cancian nel 1957: se la cultura di un Mezzogiorno rurale ormai lontano nel tempo rappresenta in certo modo una alterità a causa dei mutamenti sopraggiunti, come direbbe l’antropologo Francesco Remotti, tuttavia la sua messa in scena pubblica nel museo è un processo di riappropriazione che la riattiva e la rigenera, trovando in proposte come quella di Antuono, come in altre che il MAVI ha ospitato e ospiterà in futuro, l’occasione di riflettere non solo sulle distanze ma anche sulle permanenze culturali, sulla storia di lunga durata e la memoria culturale di una comunità.

Angela Maria Antuono è nata nel 1966. Ha vinto numerosi premi nel campo della fotografia. Tra i più importanti il
“Premio Giacomelli” nel 2003, il premio “Noi crediamo nei tuoi occhi” nel 2013 e nel 2022, il “Premio Scanno dei
Fotografi” nel 2019. Vive a Caianello, dove lavora presso la scuola media locale come insegnante di arte.
L’evento di inaugurazione della mostra Il Pane per gli Angeli, a cui parteciperanno l’autrice e il curatore, sarà introdotto dal Sindaco di Lacedonia Antonio Di Conza.

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