di don Gerardo Capaldo
Notizie di stampa riferiscono che le quotazioni di borsa e gli investimenti dei maggiori capitali, già orientati verso la produzione di armamenti, in questi ultimi tempi sembrano orientati verso l’intelligenza artificiale. E’ da tale sviluppo che potrebbe presto derivare il futuro del mondo.
E’ in tale direzione che Leone XIV ha orientato la sua prima enciclica “Magnifica Humanitas” (MH). Indicazione forse degli sviluppi che potrebbe avere il suo Pontificato. Un documento preceduto dai lavori della Commissione teologica internazionale che si erano conclusi con la relazione “Quo vadis humanitas?” (QVH – Dove vai umanità?.
Quali sorprese riserva questo terzo millennio? Ben venga il progresso. Ma con quali obiettivi? Si parla di “transumanesimo”, di “postumanesimo”, di “sostituire l’uomo con la tecnologia”. Una ipotesi accreditata da eminenti studiosi e filosofi contemporanei (Bostrom, Kuzweil, Braidotti, Wolfe, More…) E perché? Qualcosa che evoca il mito di Prometeo. Ma anche la Torre di Babele.
E’ innata nell’uomo l’ansia di elevarsi, non avvicinandosi a Dio ma contrapponendosi a lui. “Sarete come Dio” fu detto a Eva. Sconvolgendo così l’ordine della creazione. E’ questa la zizzania che si sviluppa e si confonde con il grano. E i servi dissero al padrone: “Vuoi che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che cogliendo la zizzania sradichiate anche il grano” (Mt 13,24-43).
Ben venga a tecnologia, andiamo pure sulla luna e su Marte, ma con quale scopo? Che senso ha? Potrà mai la macchina sostituire la civiltà dell’amore, l’uguaglianza fraterna, la pace universale? Occorre purtroppo convivere con le passioni tristi, sperando che, con la grazia dello Spirito. lo sviluppo del buon grano emargini la zizzania e non viceversa.


