Venerdì, 22 Maggio 2026
02.09 (Roma)

Ultimi articoli

Occhi sgranati. E bocche aperte. Così abbiamo vissuto la mattinata del giorno in cui il mondo sarebbe cambiato. Per sempre.

Sulle prime, i due aerei conficcati nel World Trade Center ci sembrarono un accadimento che aveva superato ogni ipotesi di attentato. E anche ogni immaginazione. L’irrealtà che diventava realtà era invece davanti ai nostri occhi sgranati, appunto. Le radio gracchiavano le prime notizie. Le televisioni diffondevano le prime immagini.

Per un irpino sotto le torri le similitudini con il nostro terremoto furono tante: ipotesi, notizie confuse, informazioni vere miste a quelle false. Simili anche i primi pensieri. Il primo in assoluto fu comunicare alla famiglia di essere vivo. Poi accadde il collasso delle torri. L’irreparabile.

Il punto di non ritorno. La prima giornata trascorse nel tentativo di dare una mano. Le altre nella solitudine spettrale di Manhattan che puzzava di acciaio fuso e risuonava di sirene americane. Polizia, vigili del fuoco, i van neri delle squadre speciali e dei servizi segreti.

Dopo aver realizzato che l’irreparabile era ormai accaduto tememmo che quella contaminazione di razze che è New York potesse risolversi in una guerra etnica, in una voglia di vendetta degli americani contro chiunque non fosse chiaramente riconoscibile come tale. Per fortuna non accadde.

E anche in questo, oltre che nella straordinaria solidarietà che riempì Manhattan ormai isolata dal resto del mondo, si rivelò la grandezza di un popolo ferito a morte ma non per questo imbarbarito. A pensarci oggi, venti anni dopo, sarebbe bastata una sola scintilla per trasformare quello che era già un inferno in una catastrofe nella catastrofe.

Niente di tutto questo. Bianchi e neri, occidentali e mediorientali, turbanti e coppole, barbuti e visi appena rasati continuavano a stare insieme a parlarsi a condividere quel dramma senza fine. Una grande lezione di civiltà che però non arrivò a tutti. Il dolore appartenne alle comunità.

La politica già organizzava risposte. Quella più fallimentare è durata venti anni. E si è conclusa il 31 agosto di quest’anno con l’ultimo generale americano salito a bordo dell’aereo militare per lasciare Kabul. Quell’ultimo uomo con l’elmetto non ha lasciato solo il terreno della capitale afghana. Dietro alle sue spalle ha abbandonato una terra il cui destino ora è incerto.

Incerto lo è anche il nostro. Che venti anni dopo chiudiamo gli occhi per rivederli spalancati davanti a quelle immagini. Scene che hanno annullato con un volo la vita di chi si è visto perduto. Immagini che hanno cambiato la vita di chi c’era. E di chi non c’era. Perché venti anni fa il mondo è cambiato davvero. Per sempre. Per tutti.

di Carmine Festa

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

L’Irpinia piange un’altra vittima sul lavoro. La comunità di Lauro è sotto choc per la morte di Michele Amelia, 42…

Nell’ambito di mirati controlli, finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati ambientali relativi al contrasto al fenomeno dell’inquinamento del fiume…

  Lesioni personali e rapina per tutti gli imputati, danneggiamento per uno di loro. Il Gup del Tribunale di Avellino…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

SAVIANO – Sono 28 anni che la famiglia Allocca mantiene viva una promessa fatta alla scuola e ai giovani di Saviano. Venerdì 22 maggio 2026, alle ore 10:00, la Scuola Media I.C.S. “2 Antonio Ciccone” di Via Leonardo Sciascia 33 ospiterà la XXVIII edizione del Premio Raffaele Allocca, l’appuntamento che...

Ariano Irpino – Da S.Barbara, la contrada dalla quale è partita la sua campagna elettorale, attraverserà tutte le altre, con un pulmino, prima del comizio finale che terrà di sera, venerdì 22 maggio, alle 22, come gli è toccato per sorteggio, a Calvario. “L’ultimo giorno lo passiamo in strada –...

“Non sono caduta: mi hanno fatta cadere”. Il perché Laura Nargi lo dirà alla fine: per sete di potere, perché Gianluca Festa voleva tornare sindaco. L’ex sindaca, prima ancora ex vicesindaca di Festa, chiude la campagna elettorale a via Verdi. Attacca a testa bassa sia Festa che Nello Pizza. La...

Sarà la Società Dante Alighieri di Roma ad accogliere venerdì 22 maggio, alle 17.30, la presentazione del volume Dante e il cinema di Paolo Speranza, pubblicato in Italia da Gremese e, nella sua edizione francese, da Éditions de Grenelle. L’incontro rappresenta un’importante occasione di approfondimento sul rapporto tra letteratura e...

Ultimi articoli

Attualità

Adips Campania accoglie con vera soddisfazione il pacchetto di politiche sociali denominato “Inclusione”, presentato dal Presidente della Regione Campania, Roberto…

La dottoressa Angela Marcarelli, coordinatrice di Cittadinanzattiva Montefalcione Avellino Bassa Irpinia e della rete Tribunale Diritti del Malato di Avellino…

Via libera al Rendiconto 2025: il Comune di Avellino ha ufficialmente approvato il documento contabile che certifica il raggiungimento di…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy