Da una storia è nato un libro. Dal libro è nato un progetto. E dal progetto sta nascendo, nelle scuole, uno spazio nuovo per imparare a guardare davvero gli altri. È questa l’esperienza ideata da Domenico Pece, autore di Io ti vedo, il romanzo pubblicato da Edizioni Pontegobbo, che sta riscontrando un ampio interesse in oltre 30 scuole, tra istituti di scuola primaria e secondaria di primo grado. Originario di Serra di Pratola, in provincia di Avellino, e da anni impegnato professionalmente nel mondo della scuola a Piacenza, Domenico Pece ha trasformato la propria esperienza di autore e insegnante in un progetto educativo, culturale e didattico che nasce proprio dalle pagine del suo libro. Un percorso che parte dalla letteratura per arrivare alla scuola e che porta tra i banchi una riflessione quanto mai attuale: le fragilità dei bambini e dei ragazzi, il bisogno di essere ascoltati, il valore delle relazioni e l’importanza di sentirsi riconosciuti e accolti. In Io ti vedo, la protagonista Martina, una bambina di undici anni, vive sulla propria pelle il senso dell’invisibilità e la difficoltà di trovare qualcuno capace di accorgersi davvero di ciò che sta vivendo. Una storia che, attraverso il linguaggio della narrativa, diventa occasione per affrontare con i più giovani temi delicati e profondi. Il libro, così, non rimane soltanto una storia da leggere. Diventa uno strumento educativo attraverso il quale insegnanti e studenti possono aprire un dialogo, confrontarsi, dare un nome alle emozioni e riflettere su ciò che spesso rimane nascosto dietro un silenzio, un comportamento, un sorriso o una difficoltà. Il progetto è stato pensato da Pece con una particolare attenzione alla dimensione scolastica, proponendo percorsi dedicati alla scuola primaria e alla scuola secondaria di primo grado, affinché la lettura possa trasformarsi in un’esperienza educativa adeguata all’età e capace di coinvolgere bambini e ragazzi. Al centro non c’è soltanto la fragilità, ma soprattutto la possibilità di accorgersi dell’altro. Perché dietro ogni bambino e ogni ragazzo può esserci una storia che non conosciamo, una richiesta d’aiuto che non riesce a diventare parola, un’emozione che aspetta soltanto qualcuno disposto ad ascoltarla. «Ho scritto Io ti vedo pensando a quei bambini e a quei ragazzi che, pur essendo accanto a noi, rischiano di sentirsi invisibili», spiega Domenico Pece.
«Quando ho iniziato a lavorare al progetto educativo ho capito che quella storia poteva andare oltre le pagine del libro. Poteva diventare uno strumento per entrare nelle scuole e creare occasioni di ascolto, confronto e consapevolezza. Se una lettura riesce a far nascere una domanda, un dialogo o semplicemente uno sguardo diverso verso un compagno, allora quella storia ha già raggiunto il suo scopo». L’ampia adesione registrata in oltre 30 scuole rappresenta un segnale importante e testimonia quanto il mondo della scuola senta oggi la necessità di creare occasioni per affrontare, con strumenti adeguati, il tema del benessere relazionale ed emotivo dei più giovani. Io ti vedo diventa quindi il punto di partenza di un percorso più ampio: dalla letteratura all’educazione, dalla lettura all’ascolto, dalla storia di Martina alla vita quotidiana dei ragazzi. Un progetto che porta con sé anche la storia personale del suo autore: un uomo originario di una piccola comunità dell’Irpinia che, attraverso la scuola e la scrittura, oggi porta la propria voce e il proprio messaggio educativo in decine di istituti italiani. Perché educare non significa soltanto trasmettere conoscenze. Significa anche insegnare a guardare, ascoltare, comprendere e accorgersi. E forse, a volte, una delle frasi più semplici può diventare una delle più importanti da sentirsi dire: “Io ti vedo.”



