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La musica come sole, tributo a Luciano Pavarotti

Rosa Bianco

Ieri sera la Terrazza degli Artisti di Manocalzati si è trasformata in un altare sonoro sotto il cielo estivo, accogliendo un evento che ha saputo coniugare arte, memoria e bellezza con grazia e calore: “Il Sole nella voce che emozionò il mondo”, galà lirico dedicato al grande Luciano Pavarotti nel novantesimo anniversario della sua nascita.

Organizzato dall’Associazione Musicale Igor Stravinsky, sotto la raffinata direzione artistica del Maestro Nadia Testa, il concerto ha incantato un pubblico partecipe e visibilmente emozionato, accorso per celebrare non solo un mito della lirica, ma anche il potere eterno della musica dal vivo.

Il tenore Francesco Ciotola, con una voce generosa e luminosa, ha saputo rievocare la grandezza di Pavarotti non con imitazione, ma con una propria intensità interpretativa, mentre il Maestro Nadia Testa al pianoforte ha offerto un accompagnamento vivido e partecipe, capace di scolpire nel silenzio ogni nota come un gesto poetico.

Ogni aria, ogni frase musicale sembrava sprigionare quel “sole nella voce” che ha reso Pavarotti immortale: un sole che ieri sera ha irradiato non solo i cuori dei presenti, ma anche l’atmosfera stessa della terrazza, sospesa tra arte e natura, tra il passato glorioso e la vibrante contemporaneità.

A suggellare la serata, la simpatica iniziativa “Sfrutta e gratta la Nota!”, una lotteria musicale che ha portato sorrisi e leggerezza, seguita da un conviviale momento di degustazione di frutta, piatti tipici e vini del territorio, che ha rafforzato il legame tra cultura e identità locale.

L’evento ha dimostrato che la musica, quando è coltivata con passione autentica e cura artistica, sa ancora riunire le persone, elevare l’animo e rendere onore a chi, come Pavarotti, ha fatto della voce uno strumento universale di bellezza e umanità.

Una delle frasi più celebri di Luciano Pavarotti –  riportata dal Maestro Nadia Testa – è: “Una cosa è avere una bella voce, un’altra è sapere cosa farne.” Con questa frase, Pavarotti sottolineava che il talento, da solo, non basta: è la consapevolezza, lo studio e l’anima a trasformare la voce in arte.

In una sera d’estate, su una terrazza dell’Irpinia, l’ arte della grande lirica ha trovato casa. E con essa, il pubblico si è sentito — ancora una volta — innamorato della musica.

 

 

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