“La condizione dei giovani nel Sud è una vera emergenza. Abbiamo il triste primato dei Neet, giovani senza lavoro né istruzione. Ma non è questa la priorità per la nostra politica”. Lo sottolinea con forza Maurizio Braucci, cosceneggiatore de “La paranza dei bambini” insieme allo scrittore Roberto Saviano e al regista Claudio Giovannesi, premiato al festival di Berlino per la sceneggiatura. Venerdì 22 febbraio, alle 21, sarà ospite al cinema Partenio dello Zia Lidia Social Club di Avellino insieme a Francesco DE Falco, sostituto procuratore della Repubblica presso la Dda di Napoli, nell’ambito della rassegna “La voce dell’autore”. Braucci racconta la condizione dei ragazzi quindicenni nella Napoli di oggi. Protagonisti Nicola, Tyson, Biscottino, Lollipop, O’Russ e Briato, desiderosi di fare giustizia nel quartiere. “Siamo partiti – spiega Braucci – dall’amara constatazione delle difficoltà che vivono i ragazzi nelle nostre terre e dai dati che consegnavano le cronache, per la prima volta abbiamo visto minorenni diventare boss, al punto da comandare la criminalità organizzata. E quando i ragazzi entrano nella malavita vivono come in guerra. E’ triste doverlo ammettere ma mancano spazi di aggregazione, i ragazzi si limitano a ciondolare fuori da una sala giochi quando non diventano criminali”. Sottolinea come “i ragazzi protagonisti del film si collocano a metà strada tra tradizione e cultura postmoderna, vogliono sposarsi e avere figli ma sono anche legati a una comunicazione più veloce, ai mezzi di trasporto maggiormente all’avanguardia, dai videogames ai social. Abbiamo cercato di raccontare il processo che caratterizza la formazione di questi ragazzi, il loro essere vittime di una tendenza all’omologazione, il desiderio di appropriarsi degli status symbol del nostro tempo, i vestiti firmati, lo scooter, l’orologio di lusso. Volevamo consegnare una storia di adolescenti ma che affrontasse anche i temi dell’emarginazione sociale e dell’abbandono. Le scene del film non sono mai violente, ma raccontano una condizione reale e drammatica comune a tanti ragazzi del nostro Sud. Non è un caso che nel film i padri siano assenti, volevamo porre l’accento sull’assenza delle famiglie che si affianca a quella delle istituzioni e lascia i ragazzi soli. Sono loro a dover badare a sé stessi, a dover essere genitori di sè stessi”. Replica con forza a chi accusa Saviano e film come “La Paranza dei bambini” di offrire una cattiva immagine di Napoli “Abbiamo visto tanti film di Scorsese in cui il regista metteva il dito nelle piaghe d’America e per quei film Scorsese è stato sempre acclamato ma se lo facciamo noi a Napoli non è lo stesso. E a chi ci accusa di generare violenza rispondo che sicuramente non generiamo più violenza di quella causata dalla povertà e dalla mancanza di istruzione e da cento anni di malgoverno. E se è vero che è tutto legato alle nostre scelte, è anche vero che dobbiamo avere gli strumenti culturali adeguati per poter scegliere bene. Posso anche capire il giudizio di chi è saturo della violenza di oggi e cerca rifugio nel sogno ma troppi cercano solo un alibi o sembrano distinteressarsi di quella che è un’emergenza dell’intero paese. E’ assurdo che un’opportunità come Garanzia Giovani non sia stata utilizzata in modo adeguato. E’ questo ad essere scandaloso, è scandalosa la disattenzione delle istituzioni”.
“La Paranza dei Bambini” allo Zia Lidia, a confronto con Braucci: Sud, giovani dimenticati
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