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La vecchia siracusana e le guerre in corso

di Virgilio Iandiorio

Lo scrittore latino Valerio Massimo (I sec. a. C-I sec. d.C.) raccolse fatti e aneddoti prendendoli dalla storia romana e greca. In particolare, mi ha interessato uno di quelli riportato nel suo de Factorum et dictorum memorabilium (libro VI)  .

L’episodio  della vecchia siracusana e di Dionisio  I ( 430 a.C. – 367 a.C.)  tiranno di Siracusa, passato alla storia non solo per il suo valore in battaglia e il suo mecenatismo, ma anche per la sua crudeltà. Quando il tiranno stava per morire, tutti a Siracusa si auguravano che crepasse presto per le sue troppe angherie contro i suoi stessi sudditi, solo una donna anziana ogni mattina pregava gli dei che lo facessero campare.

Il fatto fu riferito a Dionisio, il quale, stupito per questo comportamento non facilmente comprensibile, fece portare alla sua presenza la vecchietta. Alla domanda di Dionisio sul perché di comportasse così, la vecchia signora rispose:” Ti dico chiaramente il motivo del mio comportamento. Quando ero ragazza regnava un terribile tiranno e io desideravo ardentemente che morisse. Morto lui venne a comandarci un tiranno ancora più fetente. Speravo che con la sua morte finisse anche questo predominio. Poi sei arrivato tu e abbiamo visto che sei peggiore degli altri. Se muori tu, al tuo posto verrà uno ancora peggiore, per questo io prego gli dei che ti facciano stare bene”. Dionisio si fece rosso in faccia e non punì l’audace birbanteria della anziana donna.

Qualcosa di simile mi ricorda un’espressione di mia nonna, che di fronte a situazioni di una certa gravità, soleva ripete:” Signore, non peggio. Disse il tizio che veniva trascinato dalla corrente del fiume in piena”. Evidentemente l’aneddoto di Valerio Massimo era penetrato nel comune sentire. “Al male non c’è mai fine”, è un’altra espressione che si ripete un poco da tutti, proprio perché non si sa mai cosa ci aspetta, anche dopo una disavventura o un disastro.

La Prima Guerra Mondiale i contemporanei la chiamarono la Grande Guerra, convinti, forse, che un’altra così terribile non ci sarebbe stata. Passarono solo venti anni e quella ancora più Grande fu la Seconda Guerra Mondiale.

Le schermaglie sulle guerre in corso, su chi sia l’aggressore e chi sia l’aggredito, ci prospettano un futuro prossimo a cui i posteri daranno a queste  gli attributi che si meritano: speciale (operazione), fredda, oppure sostantivi quali genocidio, olocausto, massacro, per finire a Shoah . Comunque vadano le cose avremo certamente distruzioni, massacri e carneficine. Ci sarà solo l’imbarazzo di trovare l’aggettivo e il sostantivo giusto.

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