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La vertenza ArcelorMittal in Confindustria. Il sindacato non indietreggia: “Stop ai licenziamenti e tavolo ministeriale”

Ritiro immediato dei licenziamenti, apertura di un tavolo ministeriale di crisi e massimo impegno per la ricerca di nuovi imprenditori interessati a investire in Irpinia. Sono queste le richieste avanzate dal sindacato alla direzione di ArcelorMittal al tavolo di oggi pomeriggio in Confindustria. “La nostra linea non cambia”, precisa il segretario della Uilm Gaetano Altieri. “É necessario che l’azienda ritiri la procedura di licenziamento collettivo. In questo modo rientrerebbe immediatamente lo stato di agitazione, i lavoratori tornerebbero in fabbrica e, in un clima molto più sereno, sarebbe più semplice confrontarsi e immaginare soluzioni alternative”

Una linea che i segretari di Fim, Fiom e Uilm ribadiranno anche giovedì in Prefettura, quando al loro fianco ci saranno anche i sindaci e le istituzioni della provincia. Dall’altra parte ci saranno ancora una volta i vertici della multinazionale indiana che, anche oggi, hanno confermato la loro intenzione di andare via e chiudere lo stabilimento di Luogosano, specializzato nella trasformazione di acciaio zincato in preverniciato per il mercato delle costruzioni ed elettrodomestico. La scelta, è stato ribadito anche oggi, è legata alla difficile congiuntura che vive il mercato siderurgico, penalizzato da una generalizzata sovracapacità produttiva, dai significativi volumi importati in Europa e, tra gli altri, anche dall’elevato costo dell’energia, oltre che da una contrazione della domanda.

Lo stabilimento irpino pagherebbe anche la posizione geografica non favorevole, e quindi la notevole incidenza dei costi di trasporto e spedizione, oltre ad una produttività comunque inferiore alla media nazionale. Per il momento la procedura di licenziamento è stata confermata, anche se l’azienda si è detta pronta a facilitare possibili trattative, immaginando anche una cessione a condizioni non onerose. Massima disponibilità inoltre a garantire ai lavoratori, attraverso esodi e incentivi, le migliori condizioni economiche possibili. Un’opzione alla quale il sindacato non ha alcuna intenzione di pensare, almeno in questa fase. “Il nostro obiettivo – precisa il segretario della Fiom Cgil Giuseppe Morsa – è di mantenere la produzione nella nostra provincia. Lo stabilimento non deve essere chiuso, ma deve ripartire e tornare competitivo al più presto. Per questo riteniamo fondamentale l’apertura di un tavolo di crisi a livello ministeriele”.

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