Un ritratto capace di andare oltre la materia, oltre il tratto, oltre il colore. Un’opera che non sceglie di descrivere, ma di accogliere e ascoltare. E’ quella che l’artista serinese Sabino Matta ha donato al tenore Andrea Bocelli. Il lavoro nasce da un lungo percorso interiore, fatto di studio, ricerca e dedizione assoluta. Non è la semplice raffigurazione di un volto noto, ma la trasposizione pittorica di un’essenza. Sabino Matta consegna alla tela ciò che la musica di Andrea Bocelli offre da anni al mondo: vibrazione, profondità, autenticità emotiva. «Ci sono istanti in cui l’arte smette di appartenere a chi la crea e comincia a dialogare con il mondo», afferma l’artista. È proprio in quell’attimo che l’opera si libera, diventa ponte, assume il valore di un linguaggio universale. Ed è ciò che accade quando la pittura incontra una voce capace di attraversare epoche, confini e culture, lasciando un segno indelebile nell’immaginario collettivo.
Il riconoscimento più significativo arriva nel momento in cui il ritratto viene accolto nella collezione privata della famiglia Bocelli. Non come semplice dono, ma come testimonianza viva di una stima reciproca, simbolo concreto di un incontro autentico tra due mondi che si comprendono senza bisogno di spiegazioni. “Questo ritratto – prosegue l’artista – è un gesto di gratitudine, un atto di rispetto, un tributo che racconta come l’arte, quando è sincera, non abbia bisogno di clamore. Le basta essere sentita. E quando accade, rimane per sempre”.



