Riceviamo e pubblichiamo.
di Enzo Cuzzola, ex assessore al bilancio della giunta di Gianluca Festa
A giorni Avellino avrà la sua nuova Giunta comunale. Al Sindaco e ai futuri assessori desidero formulare fin da ora i migliori auguri di buon lavoro, nell’interesse della città e della comunità irpina.
Mi permetto una riflessione da ex Assessore al Bilancio che ha avuto l’onore di servire questa città in una delle fasi più delicate della sua storia amministrativa.
Quando arrivai a Palazzo di Città, il rischio di dissesto finanziario era concreto. In quel contesto contribuii alla predisposizione del Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale che, negli anni successivi, avrebbe trovato naturale evoluzione nelle misure straordinarie concordate con il Governo per garantire il risanamento dell’ente.
Quell’esperienza mi ha lasciato una convinzione che negli anni ho più volte espresso pubblicamente.
Gli squilibri finanziari raramente nascono nei bilanci.
Nascono molto prima.
Nascono nell’organizzazione.
Dietro una scarsa capacità di riscossione, dietro ritardi amministrativi, dietro inefficienze gestionali, dietro una programmazione debole o una spesa poco efficace, si nasconde quasi sempre un problema organizzativo.
Per questo motivo ho spesso sostenuto che il dissesto finanziario è frequentemente il risultato finale di un precedente dissesto organizzativo.
Quando una macchina amministrativa non riesce a trasformare gli indirizzi politici in risultati concreti, inevitabilmente anche i numeri finiscono per peggiorare.
Per questa ragione mi permetto di suggerire una riflessione che prescinde completamente dai nomi che saranno scelti per la futura Giunta.
La vera sfida non è individuare singoli assessori eccellenti.
La vera sfida è costruire una squadra organizzata attorno agli obiettivi della città.
A mio avviso potrebbe essere utile distinguere nettamente due grandi aree di governo.
La prima riguarda la macchina amministrativa.
Qui dovrebbero trovare collocazione le funzioni trasversali che consentono all’ente di funzionare correttamente:
Affari Generali e Partecipate;
Bilancio, Tributi e Patrimonio;
Personale e Organizzazione;
Monitoraggio e Controllo Strategico.
Quest’ultima funzione meriterebbe particolare attenzione.
Troppo spesso il controllo viene considerato un adempimento burocratico. In realtà rappresenta il cuore dell’attività di governo.
Un’amministrazione moderna non può attendere la fine dell’anno per scoprire se un obiettivo è stato raggiunto oppure no.
Gli obiettivi devono essere monitorati durante la loro realizzazione.
Occorre sapere in tempo reale cosa procede correttamente, cosa è in ritardo e quali interventi correttivi sono necessari.
Accanto alla macchina amministrativa dovrebbero poi essere organizzate le politiche della città secondo una precisa scala di priorità.
Al primo livello i servizi urbani essenziali.
Pulizia, manutenzioni, illuminazione, decoro urbano, verde pubblico e qualità degli spazi comuni.
Sono i servizi che ogni cittadino valuta quotidianamente.
Al secondo livello sicurezza e mobilità.
Al terzo livello quartieri, inclusione sociale e qualità della vita.
Al quarto livello rigenerazione urbana, cultura, università, innovazione e sviluppo economico.
Infine, al vertice, la programmazione strategica.
Ogni amministrazione dovrebbe infatti rispondere a una domanda fondamentale:
Come immaginiamo Avellino tra dieci anni?
Una città che vive esclusivamente di emergenze non costruisce il proprio futuro.
Occorre invece definire una visione chiara, tradurla in obiettivi annuali e verificare costantemente il loro avanzamento.
Questa, a mio avviso, è la vera lezione che deriva dalle esperienze amministrative più difficili.
I problemi finanziari possono essere affrontati e risolti.
I problemi organizzativi, se ignorati, tendono invece a riprodurre continuamente nuovi squilibri.
Per questo il principale investimento della futura amministrazione non dovrebbe essere soltanto nelle opere pubbliche o nelle risorse finanziarie.
Dovrebbe essere nell’organizzazione dell’ente.
Perché una macchina amministrativa efficiente produce servizi migliori, utilizza meglio le risorse disponibili, sostiene la crescita economica e genera fiducia nei cittadini.
In definitiva, il futuro di Avellino dipenderà certamente dalla qualità delle persone chiamate a governarla, ma ancor più dalla capacità di costruire un modello organizzativo nel quale programmazione, monitoraggio e controllo diventino strumenti quotidiani di governo.
È da lì che nasce il vero risanamento.
Ed è da lì che si costruisce il valore pubblico che i cittadini si aspettano.


