La Direzione distrettuale Antimafia di Lecce ha notificato nelle scorse ore l’avviso di conclusione delle indagini a 66 persone, accusate a vario titolo di aver gestito un traffico di droga proveniente dall’Albania e destinato alle piazze di spaccio del Salento.
L’inchiesta è coordinata dalla pm Giovanna Cannarile. Tutto era partito il 10 luglio scorso, quando gli uomini della Dia avevano eseguito l’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla gip Valeria Federe nei confronti di 23 indagati, nell’ambito dell’operazione “Whisper”
Le ipotesi di reato contestate sono 106, quasi tutte riconducibili al traffico di cocaina, eroina e marijuana. Gli inquirenti hanno ricostruito due associazioni distinte e indipendenti tra loro, con base rispettivamente a Lecce e a Oria. Un canale prevalentemente albanese, affiancato da contatti calabresi. La droga partiva dal Paese delle Aquile, attraversava il Nord Europa e arrivava su gomma nella Città Federiciana, diventata negli ultimi anni un punto di smistamento per eroina e cocaina.
Diversi nomi dell’inchiesta erano già emersi nell’operazione “Ura”, che in albanese significa “ponte”, condotta nel maggio 2025 sempre sull’asse Puglia-Albania. Il nome “Whisper” arriva invece dai sussurri e dalle frasi a mezza bocca intercettati tra gli indagati. I sequestri effettuati nel corso delle indagini ammontano a circa 58 chili di sostanza stupefacente: tre di cocaina, 30 di eroina, 25 di marijuana.
Tra i 66 nomi coinvolti, la gran parte risiede tra Oria, Lecce, Manduria, Mesagne e Francavilla Fontana. Tra gli indagati anche caso di A. D. S. 47 anni, nato ad Avellino e oggi residente a Lequile: unico indagato con origini campane in un’inchiesta costruita quasi interamente su radici pugliesi e albanesi.
L’avviso di conclusione delle indagini preliminari apre ora la fase difensiva. Gli indagati hanno 20 giorni di tempo per depositare memorie o chiedere di essere sentiti, prima che la procura decida se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio.


