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Mimmo Lucano allo Sponz Fest: “Sogno una società di persone uguali”

“Non mi sarei mai aspettato che il racconto di un miracolo potesse avere un riscontro giudiziario”. Lo sottolinea con forza Mimmo Lucano, il sindaco esiliato di Riace, ospite dello SponzFest. “Da una parte – spiega – c’è un popolo che in questa storia vede una speranza, dall’altra la volgarità della coscienza di chi ripete ‘prima gli italiani’. La trasformazione di questo modello in una storia giudiziaria è arrivata tardi, il segno che una società umane are possibile era già stato trasmesso”. Ripercorre, intervistato da Vito Teti e introdotto da Vinicio Capossela, la sua storia “Ho avuto questa occasione di responsabilità di un piccolo governo e volevo far passare certi ideali che appartengono a una generazione, la generazione di chi ha vissuto l’utopia dell’uguaglianza sociale. Ero convinto della necessità di ripartire dai governi locali, dalle periferie urbane. I migranti sono questi, i nuovi proletari. Per Riace sono stati una forza propulsiva, ha aperto le porte e e così facendo le ha spalancante al proprio futuro e alla possibilità di un riscatto delle coscienze”. Spiega come “Riace sembra un luogo destinato dalla storia ad accogliere chiunque. E pensare che è stato un luogo di partenze”. Ricorda come sia stato presente a tutti gli sbarchi “Queste persone non sono venute a prendere qualcosa, è l’occidente che obbliga migliaia di esseri umani a intraprendere questo viaggio”. E spiega come “Vorrei una società dove tutti siamo uguali, dove nessuno dica di essere autoctono, io sono diventato un po’ curdo, un po’ afagno, un po’ palestinese, entrando nelle loro case. E più Riace assecondava la missione dell’accoglienza più rinasceva, cento posti di lavoro, un ambulatorio, laboratori di artigianato, una mescolanza di geografia umana che ha fatto dire a Wenders ‘Questo è il luogo delle utopie possibili””. Quindi l’appello di Teti “Il simbolo di Mimmo non basta se noi non proviamo a diventare un pochino Mimmo. La solidarietà c’è stata ma tanti potevano adottare il modello Riace”. E sulla richiesta di vedere il padre morente spiega “Non voglio concessioni ma giustizia, non cerco di fuggire dai processi come Salvini”

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