Mirabella Eclano – Adesso è tempo di non cercare colpevoli ma di trovare soluzioni. “Di tornare comunità – scrive un gruppo di cittadini – e stringerci attorno al nostro amato Carro”. Ed ha deciso di riunirsi, in modo “pacifico e spontaneo, di uscire dalle nostre case per metterci la faccia e dire che questa tradizione non si può fermare”. Allora appuntamento domani sera, giovedì 16 luglio, alle ore 21, proprio al punto di partenza dell’obelisco di paglia, Patrimonio Unesco. Un corteo che si snoderà fino ad arrivare al Borgo, proprio dove il Carro si ferma dopo le fatiche della “tirata”, il terzo sabato di settembre di ogni anno.
Dopo 103 anni, quella del prossimo settembre è fortemente a rischio. Per ragioni di sicurezza, come ha detto il direttore artistico della manifestazione, Giotto Faugno, che ha spiegato come, già da alcuni anni, aveva fatto presente che gli ultimi tre registri della Carro, chiamati Cupola, erano fortemente danneggiati. È di ieri l’intervento del sindaco di Mirabella, Giancarlo Ruggiero, il quale però ha spiegato in varie interviste come, invece, si possa ancora rimediare. Intanto, scendono in campo i cittadini attraverso la “marcia silenziosa” di domani sera. Si cercherà di rispettare, in qualche modo, passo per passo, il percorso che, appunto, dal via al Borgo, dove invece, viene posizionato il Carro alla conclusione di un pomeriggio di fede che si rinnova nei confronti di Maria Ss.Addolarata, di tradizioni e di storia di una comunità.
“Non è nostra intenzione giudicare l’operato di nessuno e del perché siamo giunti a questa situazione- scrive ancora questo gruppo di cittadini di Mirabella -. Vogliamo soltanto sapere se ci sono ancora margini per portare il Carro giù al Borgo il prossimo 19 settembre”. E poi: “In silenzio e con il lutto nel cuore chiediamo uno sforzo collettivo affinché la nostra tradizione resti viva oggi e per gli anni a venire”.
Un appello, quello dei cittadini eclanesi, a ritrovare l’unità tra tutte le parti in causa mentre “noi ci stringiamo in un grande abbraccio e chiediamo, a chi di dovere, di unirsi a noi. Da oggi, e per il futuro, siamo pronti a fare la nostra parte”. E concludono: “No a colpevoli, si a soluzioni. Viva il carro, viva Mirabella”.


