Martedì, 19 Maggio 2026
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Napoli a valanga contro la Roma, le pagelle e la cronaca del match

ROMA: Olsen 5, Santon 4,5 , Manolas 5, Fazio 4,5, Kolarov 5, N’Zonzi 5, De Rossi 6 (82′ Kluivert s.v.), Schick 5 (63′ Zaniolo 5), Cristante 5, Perotti 6 (82′ Under s.v.), Dzeko 4,5.

In panchina: Mirante, Fuzato, Juan Jesus, Karsdorp, Coric, Pastore, Kluivert, Under, Marcano, Riccardi, Zaniolo.

All. Claudio RANIERI 5

NAPOLI: Meret 6, Hysaj 6,5 ( 68′ Malcuit 6), Maksimovic 6,5, Koulibaly 8, Rui 6,5, Callejon 6,5, Allan 7, Ruiz 7, Verdi 6,5(74′ Younes 6,5), Mertens 6,5 (58′ Ounas 6,5), Milik 6,5

In panchina: Karnezis, Malcuit, D’Andrea, Luperto, Ounas, Younes, Gaetano.

All. Carlo ANCELOTTI 7

Arbitro: Calvarese di Teramo 5,5

Guardalinee: Peretti e Del Giovane

Quarto uomo: Sacchi

VAR: Giacomelli

AVAR: Tonolini

MARCATORI: 2′ Milik (N), 49′ (recupero primo tempo) Perotti (rig) ®, 50′ Mertens (N), 55′ Verdi (N), 81′ Younes (N)

NOTE: terreno in ottime condizioni in una giornata dalla temperatura tipicamente primaverile. Spettatori presenti poco più di quindicimila con sparuta rappresentanza ospite. Ammoniti: Schick, Manolas, Dzeko, Kolarov per la Roma, Maksimovic e Milik per il Napoli, tutti per gioco falloso. Calci d’angolo 7 a 4 per il Napoli. Recuperi: 2′ e 3′.

ROMA. Ribadire che il vero top player il De Laurentiis lo ha collocato in panchina, non è pura esaltazione di un tecnico che ha vinto ovunque e comunque, ma la conferma , ove mai ve ne fosse stato bisogno, che il Napoli aveva necessità di una persona che oltre alle qualità tattiche riuscisse a dare serenità e consapevolezza dei propri mezzi ad un gruppo che aveva, sì, le caratteristiche di una squadra da primato, ma aveva necessità di inserire gradatamente tutti coloro che potevano contribuire a rendere ancor più competitivo un team che veniva dalla scottante delusione del secondo posto del campionato precedente e che annoverava anche la stanchezza di alcuni uomini che avevano disputato un grande mondiale. La sconfitta casalinga con la Juventus non ha scalfito le convinzioni di Ancelotti che ha ripreso il cammino sia in campionato che in Europa League, iniziando ad inanellare successi e segnature a grappolo, e la vittoria schiacciante e sonante dell’Olimpico garantisce un finale di stagione scoppiettante. I quattro gol realizzati non danno merito ad una squadra che ha messo alle corde i giallorossi sin da sùbito, grazie ad un’acrobazia di Milik, che fermato il pallone con il tacco, ha sferrato una conclusione che ha chiarito con quali intenzioni si erano presentati alla Roma, messa anche male per via di infortuni e diatribe di spogliatoio. Partita senza storia, possibilità di ampliare il vantaggio, non solo per il possesso palla, superiore al sessanta per cento, ma anche per il pressing alto che non consentiva alla compagine di Ranieri, di proporsi in avanti, trovando difficoltà anche a superare la metà campo: al 31′ è Verdi a colpire a colpo sicuro, ma Olsen si supera ribattendo di piede il tiro del pavese, schierato in un’inedita posizione di centrocampista a ridosso delle punte. Verticalizzazioni, possesso palla, Callejon e Mertens che imperversano sulle fasce, dove anche Rui fornisce un contributo di pressione, non trascurando la sagacia tattica di Ruiz e la caparbietà di allan, diventato ormi un accalappiatore di palloni a tutte le latitudini. E la difesa, impeccabile e sontuosa con Koulibaly e Maksimovic sugli scudi, non lascia scampo agli evanescenti Dzeko e Schick, e solo un’avventata uscita di Meret sul ceco, consente ai padroni di casa di raggiungere il pari, per nulla meritato sull’ovvio penalty: peccato che il giovane portiere partenopeo commetta un errore simile a quello che ne determinò l’espulsione contro la Juve, ed il voto in pagella viene cindizionato da questa leggerezza.Il Napoli rientra dopo l’intyervallo più determinato di prima e conscio dei propri mezzi mette ko i giallorossi nel giro di un quarto d’ora, prima al 50′ su marchiano errore di Olsen che sul cross proveniente dal settore destro dell’attacco azzurro, si lascia passare la sfera sotto le braccia e Mertens, astuto e ben piazzato, deposita in rete confermando che ha ripreso, con decisione, la via della rete, ed è bene per il Napoli alla vigilia della gara di andata dei quati di finale della competizione europea, nella tana dell’ Arsenal. Dopo trecento secondi, un’azione corale, che parte da un recupero di koulibaly, una cavalcata di Ruiz dalla propria mettà campo fino alla soglia dell’area di rigore, dove attende verdi, che grazie ad un’intuizione geniale si fa trovare pronto al limite dell’area e con un diagonale preciso mette al sicuro il risultato. Scarsa ed inefficace la reazione della Roma, fatta eccezione per una conclusione di Cristante respinta a mani aperte da Meret e sulla quale si catapulta N’Zonzi che di testa colpisce la traversa. Ultimo sussulto la rete di Younes che ribatte in rete una respinta su suo precedente tiro, mettendo a segno la seconda rete consecutiva, garantendo la possibilità di contare su di lui anche in questo finale di stagione. Nota di merito anche per Ounas che dimostra ancora una volta di essere un funambulo che con la palla tra i piedi è davvero un’ira di Dio, meritando applausi a scena aperta quando su uno spiovente che stava terminando in fallo laterale, riesce a fermare il pallone con un colpo di tacco che disorienta l’avversario e dimostra sino in fondo di essere un altro elemento di caratura superiore alla media. Ancelotti si sentiva sicuro dello stato di salute della squadra, e ha cementato il rapporto con la piazza, con la società, con i calciatori, grazie alle affermazioni di Davide, suo figlio , “ mai visto così sereno mio padre in tanti anni che gli sono accanto”, grazie al diktat del Presidente : “ Ancelotti a vita con il Napoli” ed ai suoi voleri: “ Se cedono Allan e Koulibaly mi incateno…” .

Adriano MONGIELLO

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