“Diserteremo. Mentre si trovano miliardi per le armi e per la guerra, nelle nostre scuole mancano fondi, servizi e futuro. Trasporti che non funzionano, edifici che cadono a pezzi, diritto allo studio negato: è il volto di un paese che sceglie di finanziare il riarmo e di tagliare sulla formazione”. Così in una nota Rifondazione comunista.
“Noi non ci stiamo. Scioperiamo per un sistema scolastico che ci vuole obbedienti e precari, per riempire le piazze e costruire un’altra scuola, una scuola sociale, al servizio di chi la vive e non del mercato e della guerra.
Diciamo NO all’invio di armi in Ucraina. Diciamo STOP al genocidio in Palestina. Diciamo SÌ a una scuola pubblica, gratuita e liberata.
Dalle province, dalle aree interne, da chi sempre viene lasciato ai margini: questa è la prima tappa di un percorso che non si ferma qui.
La scuola che vogliamo è un’altra:
– più classi, con meno studenti cadauna
– insegnanti pagati di più e stabilizzati
– Abolizione PCTO
– un sistema di valutazione da ripensare, senza competizione e ansia da voto
– educazione sessuoaffettiva in ogni scuola
– trasporti, edilizia scolastica e diritto allo studio davvero garantiti, a partire dalle province e dalle aree interne
– Una riforma generale della scuola, al passo con le esigenze reali dell3 student3″.

