Accesso abusivo del sistema informatico della Procura, corruzione per atto contrario ai propri doveri d’ufficio e turbativa d’asta: chiesto il rinvio a giudizio dal pubblico ministero del tribunale di Napoli per l’ex sindaco di Pratola Serra, Antonio Aufiero, per un ex dipendente degli uffici della procura di Avellino e di un altro dipendente in servizio e tre imprenditori.
In più occasioni e in tempi diversi, in qualità di addetti all’ufficio archivio filtro gip del tribunale di Avellino, in assenza di specifica ragione d’ufficio e di operatore giudiziario, su richiesta dell’ex sindaco di Pratola Serra, avrebbero abusivamente fatto accesso al sistema informatico per consultare i fascicoli e visionare il numero degli indagati dei procedimenti a carico di Antonio Aufiero. Si attende la decisione del gip del tribunale partenopeo.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Mirabella Eclano, l’ex dipendente della Procura di Avellino, senza una ragione di ufficio e su richiesta dello stesso Aufiero, difeso dall’avvocato Teodoro Reppucci, avrebbe visualizzato i due fascicoli aperti dalla Procura della Repubblica di Avellino, controllando le iscrizioni e il numero degli indagati, le notizie di reato e altri particolari che erano contenuti nel fascicolo stesso, introducendosi nel sistema informatico. Corruzione e un’ipotesi di turbata libertà degli incanti le accuse per gli altri indagati per cui la Procura di Napoli ha chiesto il processo.
Il Comune di Pratola Serra ha comunicato la sua volontà di costituirsi parte civile nel processo a carico degli ex amministratori relativo alle contestazioni di accesso abusivo al sistema informatico. Infatti l’ente era stato indicato come parte offesa nel procedimento. Dopo la notifica al protocollo del Comune della fissazione dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Napoli, “a carico di diversi imputati tra cui ex amministratori del Comune di Pratola Serra per reati perpetrati nell’esercizio delle funzioni ricoperte presso l’Ente”, la giunta guidata dal sindaco Gerardo Galdo ha ritenuto “doveroso costituirsi in giudizio come parte civile per difendere le ragioni dell’Ente”.






