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Provinciali, si va verso l’abrogazione della Delrio. Ma a che punto è la riforma?

Il prossimo anno potrebbe rivelarsi per l’Irpinia e la città di Avellino un periodo ricco di stravolgimenti politici. Oltre alle già programmate elezioni amministrative per Avellino e altri comuni dell’hinterland e alle europee, c’è in ballo il ritorno al “vecchio metodo” di votazione anche per le provinciali.

Ma facciamo un passo indietro. Con la legge Delrio (nº 56 del 7 aprile 2014) che prende il nome dal ministro, “le province delle regioni ordinarie sono state trasformate in enti amministrativi di secondo livello con elezione dei propri organi a suffragio ristretto, ed è stata prevista la trasformazione di dieci province in città metropolitane”. Quindi è “decaduto” il diritto dei cittadini di eleggere il presidente della Provincia di riferimento, compito che è stato affidato ai consiglieri e agli assessori dei vari comuni, con un calcolo dell’indice di voto che varia in base agli abitanti.

Il tutto è rimasto immutato fino allo scorso settembre. Con l’insediamento del governo a trazione Fratelli d’Italia, grazie a un ddl presentato dagli ex missini e sostenuto con forza dalla Lega di Matteo Salvini, si va verso l’abrogazione e il ripristino del “voto classico”. Sarà apportata però qualche modifica:

Le province saranno suddivise in collegi plurinominali (a individuarli sarà il Governo), con assegnazione di un numero di seggi non inferiore a 3 e non superiore a 8. Seggi che saranno assegnati con il metodo d’Hondt: per accedere al riparto bisognerà però superare la soglia di sbarramento del 3 per cento. Alla coalizione che vince sarà attribuito il 60 per cento dei seggi disponibili“.

Il disegno di legge, che sarà discusso insieme alla proposta di eliminare il limite dei due mandati per sindaci e presidenti di Regione, sarà sul tavolo della commissione Affari costituzionali del Senato.

Intanto per quanto riguarda l’Irpinia il mandato del presidente Rizieri Buonopane tecnicamente scade nel dicembre del 2025, quindi al vaglio ci sono due possibilità qualora dovesse passare la riforma: o si andrà alla scadenza naturale degli incarichi oppure le cariche decadranno immediatamente, portando gli irpini al voto nel prossimo anno.

Di certo c’è che la pressione leghista su questo disegno di legge è forte, di conseguenza si attendono novità molto presto.

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