Accogliamo con grande soddisfazione come Rete Pace e Disarmo l’adesione dell’amministrazione comunale alla campagna R1PUD1A promossa da Emergency.
Anche grazie alla sollecitazione del gruppo locale Avellino Benevento, la Giunta comunale di Avellino ha deliberato l’istituzione di un registro ufficiale, al fine di sancire formalmente il proprio rifiuto alla guerra. I giovani verranno informati della possibilità di esercitare il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare.
Riteniamo che informare le nuove generazioni sui propri diritti e sulle possibilità di scelta che l’ordinamento riconosce loro sia un atto importante di responsabilità istituzionale.
Soprattutto oggi, in un tempo segnato da guerre, riarmo e conflitti che continuano a produrre vittime e distruzione, mentre in Italia e nel mondo si rafforza sempre di più la politica dell’odio e una cultura che tende a presentare larisposta militare come inevitabile. In questo contesto, parlare ai giovani del diritto all’obiezione di coscienza significa riaffermare che esistono alternative alla guerra e che la nonviolenza può essere una scelta concreta di impegno e di responsabilità.
Obiettare al servizio militare non significa infatti sottrarsi al dovere di contribuire alla propria comunità e al proprio Paese. Significa poter scegliere di farlo attraverso altre forme di servizio alla Repubblica: il servizio civile, il volontariato, l’impegno sociale, la cura delle persone e dei territori. Sono tutte esperienze attraverso cui le nuove generazioni possono mettere a disposizione tempo, competenze ed energie per il bene comune, costruendo concretamente una società più giusta e solidale. È questa la cultura della pace e della nonviolenza che riteniamo importante continuare a promuovere, soprattutto in una fase nella quale si torna a parlare di educazione militare e nella quale la guerra rischia di essere considerata una risposta ordinaria ai conflitti. Informare significa, prima di tutto, permettere ai giovani di conoscere e scegliere consapevolmente quale idea di società e di comunità vogliono contribuire a costruire. Una scelta che trova un riferimento preciso nella nostra Costituzione e nell’articolo 11, ma anche nella storia del movimento pacifista e nonviolento italiano.
Per questo consideriamo la delibera della Giunta comunale di Avellino un passo importante e auspichiamo che possa essere l’avvio di un percorso più ampio di educazione alla pace, alla nonviolenza e alla cittadinanza democratica.
La pace non é un diritto astratto ma una responsabilità concreta delle istituzioni e delle comunità, per questo dobbiamo dire oggi : ” io Obietto la guerra”, perché non vogliamo essere trascinati in nessun conflitto e non vogliamo che ragazzi e ragazze lo combattano. Non in nostro nome, non con il nostro corpo



