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 Riaprono le grandi fabbriche, Fismic: tra incertezze e preoccupazioni

Il segretario Zaolino: la politica litigiosa degli schieramenti di destra e di sinistra, si limita a fare il compitino

Gli operai Stellantis di Pratola Serra, della Denso di Pianodardine, della Menarini di Flumeri e della Ema di Morra de Sanctis, ritornano questa mattina in fabbrica dopo tre settimane di ferie.

Ma la situazione in Irpinia si presenta a macchia di leopardo, avverte il segretario segretario generale della Fismic/Confsal di Avellino, Giuseppe Zaolino, ricordando che la crisi dell’Automotive ha colpito in particolare l’indotto di Stellantis.

Zaolino continua: «La Denso ha messo in atto un piano biennale di investimenti e di esodo volontario che inizia a dare i suoi frutti. Nel giro di pochi mesi oltre 100 dipendenti hanno lasciato l’azienda con l’incentivo economico e nel frattempo continua la cassa integrazione per evitare i licenziamenti.

Da settembre inizierà un percorso di confronto con il Governo per il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali per evitare il licenziamento di 25.000 lavoratori in tutta Italia.  Situazione diametralmente opposta a Pratola Serra. Il rientro dei 1450 dipendenti, coincide con la piena occupazione e la produzione giornaliera di oltre 2000 motori. Sono previsti arrivi di trasfertisti da altri stabilimenti Stellantis per rafforzare gli organici e consentire la salita produttiva che quest’anno si attesterà intorno ai 400.000 motori.

Altra buona notizia arriva da Menarini di Flumeri la cura Civitillo sta dando i suoi frutti. Entro fine anno si arriverà alla produzione programmata di 400 autobus. Il recente accordo sul ringiovanimento degli organici consentirà l’ingresso di nuovi giovani ed il pensionamento di 30 persone che hanno maturato i requisiti.

A Morra de Sanctis la Ema continua la sua crescita sia occupazionale che produttiva. La fabbrica inglese della Rolls-Royce è una delle poche aziende con forte presenza femminile e per l’Alta Irpinia è un fattore determinante per lo sviluppo economico e sociale.

L’Irpinia industriale – dichiara ancora Zaolino – vive una fase molto delicata. C’è volontà a continuare ad investire, nonostante lo scenario internazionale. Il sindacato sta creando le condizioni per invogliare gli imprenditori a rischiare, manca però un progetto complessivo di rilancio. La politica litigiosa degli schieramenti di destra e di sinistra, si limita a fare il compitino per la propria sopravvivenza. I giovani sono senza speranza di lavoro e continueranno ad emigrare impoverendo e spopolando l’Irpinia. Misureremo questa classe politica e la sua capacità di progettualità, alle prossime elezioni regionali. Noi intanto continueremo a combattere per difendere il lavoro e i lavoratori».

 

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