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Rifiuti, il procuratore Airoma: “Patto scellerato tra imprenditori senza scrupoli e i camorristi. Chi doveva vigilare cosa ha fatto?”

“C’è un ciclo di rifiuti che non è rimasto chiuso per troppo tempo e quindi ha consentito alla camorra di presentarsi come solutrice di problemi”

“Il lavoro fatto alla Corte di Giustizia di Strasburgo è molto importante perché punta il dito contro molte omissioni gravi, reiterate. Ecco, la camorra non è l’unica responsabile”. Così il Procuratore di Avellino Domenico Airoma, intervistato da Rita Pedditzi per ‘Inviato Speciale’ programma di Radio 1 Rai, andato in onda questa mattina, a proposito della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che ha condannato l’Italia per non avere fatto abbastanza per tutelare i cittadini della Terra dei Fuochi, la zona del casertano violentata da rifiuti di ogni genere. Airoma, già sostituto procuratore a Napoli Nord si era occupato delle indagini sugli smaltimenti illegali di rifiuti tossici.

“La Camorra fa il suo mestiere: occupa dei vuoti e molto spesso è stata presa come facile schermo dietro il quale occultare le proprie responsabilità. Vuoti che sono certamente delle Istituzioni, sia centrali che locali, che sono rimaste inadempienti per troppo tempo. Parliamo quasi di 30 anni” ha spiegato il procuratore di Avellino.

“In primo luogo c’è un ciclo di rifiuti che non è rimasto chiuso per troppo tempo e quindi ha consentito alla camorra di presentarsi come solutrice di problemi. E qui c’è stato un patto scellerato tra imprenditori senza scrupoli che dovevano smaltire i rifiuti e chiaramente i camorristi che si sono prestati a farlo e molto spesso lo hanno fatto alla luce del sole. Nessuno ha visto nulla. E chi doveva vigilare cosa ha fatto?” ha detto.

“La Corte di Strasburgo ha detto con grande chiarezza che non è tollerabile il ritardo, soprattutto nel campo delle bonifiche. Allo stato abbiamo soltanto sentito di programmi, ma di bonifiche vere e proprie non ve ne sono state. Ecco, questo è inaccettabile perché se c’è da fare una cosa sono le bonifiche. Ecco – ha concluso il procuratore- io direi che sarebbe ora che qualcuno cominciasse a chiedere scusa a questa comunità anziché fare polemiche. Non abbiamo bisogno di altri fuochi. Dobbiamo spegnere i fuochi”.

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