In occasione della Festa dei Lavoratori, Risorgimento Socialista richiama con forza la necessità di affrontare la crisi industriale irpina con un approccio nuovo, unitario e territoriale.
“Le difficoltà che coinvolgono Menarini Bus a Flumeri, Stellantis a Pratola Serra, Denso a Pianodardine e la vertenza ancora aperta dell’ex ArcelorMittal non sono episodi isolati, ma espressione di una crisi strutturale che investe l’intero sistema produttivo locale. Negli ultimi anni, l’assenza di vincoli sui finanziamenti pubblici, la mancanza di una strategia industriale e la totale dipendenza dalle scelte delle multinazionali hanno prodotto precarietà e incertezza occupazionale”.
Una sola vertenza per tutto il territorio
Di fronte a questo scenario, Risorgimento Socialista propone di superare la frammentazione delle singole crisi aziendali e di costruire una vertenza unica dell’Irpinia industriale. “L’obiettivo è rafforzare la capacità di intervento dei lavoratori e del territorio attraverso:
- un coordinamento unitario delle rappresentanze sindacali
- una piattaforma territoriale condivisa
- momenti pubblici di confronto e mobilitazione”
Si ribadisce la necessità di affrontare la crisi in modo concreto, indicando alcune priorità immediate:
- istituzione di un tavolo permanente sulla crisi industriale irpina
- introduzione di vincoli stringenti all’utilizzo dei fondi pubblici, legati a occupazione e investimenti locali
- definizione di un piano industriale territoriale, capace di valorizzare le vocazioni produttive esistenti
“Al centro della proposta vi è il rafforzamento del ruolo dei lavoratori, che devono poter partecipare attivamente alle scelte che riguardano il futuro delle aziende.
In questa direzione si propone:
- maggiore trasparenza nella gestione aziendale
- accesso alle informazioni economiche
- strumenti di partecipazione e controllo
- sostegno a esperienze di workers buyout e forme cooperative nei casi di crisi”
Risorgimento Socialista ribadisce come “la vertenza dei lavoratori ex Arcelor Mittal rappresenta un passaggio decisivo per l’intero territorio. È necessario:
- individuare una soluzione industriale concreta
- garantire il riutilizzo produttivo dell’area
- coinvolgere attivamente lavoratori, istituzioni locali (Provincia e comuni coinvolti) e Regione”
Di qui l’appello di Risorgimento Socialista
- ai sindacati, affinché costruiscano un coordinamento unitario territoriale
- alle istituzioni locali, Provincia e amministrazioni locali coinvolte, perché assumano un ruolo attivo e negoziale
- alla Regione Campania, perché promuova una strategia industriale pubblica
- al Governo nazionale, affinché sostenga la riconversione produttiva
“Il lavoro in Irpinia esiste – sottolinea Gianluca Capra, segretario provinciale, Le competenze esistono. Quello che è mancato finora è una visione unitaria.” Per questo, il 1° maggio diventa un momento di impegno concreto per unire le vertenze, rafforzare il ruolo dei lavoratori e costruire un progetto industriale per il futuro del territorio. Non siamo qui per aggiungere un comunicato ai tanti già scritti. Siamo qui per dire che esistono soluzioni concrete, che i fondi pubblici possono essere usati diversamente e che lavoratori e territorio hanno il diritto di contare. Pretendiamo risposte entro scadenze precise. E saremo qui a verificarle.”



