– di Egidio Leonardo Caruso-
La mobilità rappresenta il tema dei temi, particolarmente sentito dai cittadini che vivono nelle aree interne del Sud Italia, e troppo spesso scontano la mancanza di collegamenti adeguati verso i grandi centri nonché, di infrastrutture, dalla Germania arriva un’idea pronta a riscrivere il concetto di mobilità, ridando nuova vita alle stazioni ferroviarie dismesse. SVIMAR (Associazione per lo sviluppo delle aree interne del Mezzogiorno d’Italia), con il Presidente Giacomo Rosa, è pronta ad importare e veicolare questa idea con: RFI, Regioni, Università, partner pubblici e privati.
Abbiamo cercato di capire meglio di cosa si tratta, come funziona, e come potrebbe essere sviluppata nelle nostre realtà.
Parliamo di un progetto cofinanziato dalla Comunità Europea il cosiddetto treno On demand, un sistema di trasporto rivoluzionario, basato su una tecnologia di stabilizzazione giroscopica, queste cabine elettriche a guida autonoma, compatte da quattro o sei posti, riescono a viaggiare in direzioni opposte sullo stesso identico binario unico, senza il rischio di collisioni, ne bisogno di infrastrutture massive, il peso è pari a 3 tonnellate, la velocità massima 60 Km/h. L’idea del Consorzio tedesco che lo sta sviluppando, è quella di riattivare migliaia di chilometri di reti ferroviarie dimesse, o non più in esercizio, il servizio è attivo ventiquattro ore su ventiquattro, per trecentosessantacinque giorni all’anno, l’accesso è semplice e rapido, mediate il classico biglietto per l’autobus o il treno, il servizio è prenotabile a chiamata, tramite un’Applicazione, insomma una sorta di Uber su rotaia. Inoltre questo progetto -già attivo in Germania- ha vinto il Premio REGIOSTARS Awards 2025 dell’Unione Europea, i test operativi sono già in corso, il lancio definitivo è previsto tra il 2028 e il 2032.
Perché non fare lo stesso in Italia? “Ricordo a tutti che in Italia nelle aree interne, i binari dismessi o comunque non più funzionanti, ammontano a più di 4 mila chilometri, i costi di gestione sono molto contenuti e i tempi per l’attivazione molto brevi. Relativamente alle risorse da reperire per la realizzazione, è possibile accedere a diverse tipologie: Fondi FSC (Fondi per lo Sviluppo e la Coesione), Fondi PSRN (Programma di Sviluppo Rurale Nazionale), inoltre Monocab, è in grado di superare pendenze del 15%, per ripristinare i binari bastano piccoli interventi.
Rispetto ai soggetti coinvolti come già anticipato, abbiamo avuto contatti con il Prof. Schulte dell’Innovation Campus di Lemgo, e l’ingegnere Försterling ideatore del progetto”.
Secondo i dati diffusi dall’Istituto di Ricerche sull’Energia, il budget totale per MONOCAB OWL, Made in Germany, è di circa 4 milioni di euro. Il 50% da Fondi Europei per la Politica di Coesione, il 10% dall’Istituto di Ricerche sull’Energia, dell’Università di Scienze Applicate di Lippe (TH OWL), il restante 40% dalla Regione della Renania Settentrionale-Vestfalia.
Il distretto di Lippe un’area rurale costituita da sedici città e comuni, punta su questo innovativo sistema di trasporto, per stimolare la crescita economica e la coesione sociale del territorio, queste cabine più piccole rispetto ai tradizionali bus, consentono ai cittadini che siano studenti, scolari o anziani, di spostarsi con grande flessibilità e raggiungere la destinazione desiderata.
Come SVIMAR abbiamo già interessato diverse regioni dove sono presenti tratte ferroviarie in disuso, in Abruzzo, ma anche le tratte utilizzate per i treni storici, come per l’Irpinia può essere Avellino-Rocchetta Sant’Antonio, magari utilizzandole nei week-end a scopi turistici, mentre nei giorni feriali facendo circolare queste cabine, ad esempio per portare gli studenti a scuola. Potremmo immaginare percorsi da compiere in un raggio di trenta, cinquanta chilometri sfruttando la loro duttilità, versatilità.
Oltre a RFI siamo intenzionati come detto, a coinvolgere anche Regioni e Comuni in cui sono presenti stazioni ferroviarie abbandonate nel tempo, penso alle Alpi Lucane, oppure la Calabro-Lucana, Linea Lagonegro – Castrovillari – Spezzano Albanese, inoltre a tal proposito, abbiamo già avuto i primi contatti positivi con gli assessori delle Regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Toscana.
A fine giugno saremo in Vestfalia, per testare dal vivo questo sistema rivoluzionario, sperando una volta espletati i vari passaggi necessari, entro settembre-ottobre 2026, di portare su qualche rete ferroviaria ad esempio, Sicignano degli Alburni-Lagonegro, delle Monocab per poterle provare. Tra le Regioni più sensibili a questa idea c’è la Campania, in quanto un’iniziativa del genere consentirebbe di far uscire dall’isolamento le aree interne, incentivando anche lo sviluppo della mobilità sostenibile.
“La gestione delle corse e delle richieste spetta ad una centrale operativa, in caso di malfunzionamenti o guasti c’è l’intervento immediato di squadre d’emergenza, non è fantascienza, ma già realtà”.
In Italia l’Università degli Studi di Torino e il Politecnico di Milano stanno lavorando a questo progetto, già sono presenti delle Monocab su gomma che stanno circolano, il riferimento attualmente è il Consorzio tedesco che sta sviluppando questo progetto.
“Bisogna crederci se vogliamo realizzare questa rivoluzione, le Regioni sposino il progetto e la nostra associazione è sempre pronta a cogliere le innovazioni che si presentano, per lo sviluppo e il futuro delle aree interne del nostro Paese”.
È allo studio anche qui da noi, la creazione di un Consorzio, che veda la presenza a vari livelli di: istituzioni, enti, associazioni, partener pubblici e privati, per accelerare il processo nel suo complesso, c’è bisogno della volontà e dell’impegno di tutti nessuno escluso.
Come SVIMAR abbiamo un cruccio, contrastare la triste piaga dello spopolamento, la scarsa mobilità e la carenza di collegamenti e infrastrutture, è senza dubbio una delle cause, perché non cogliere le innovazioni?
Non possiamo permetterci di perdere opportunità come questa, per migliorare la qualità di vita e favorire la crescita sociale ed economica di interi territori.




