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San Martino Valle Caudina, la nuova sfida di Interferenze

Una sfida che ritorna a dieci anni di distanza dall’ultima edizione per raccontare le potenzialità dei territori attraverso le arti digitali. E’ «Interferenze», il festival dell’arte che ruota attorno ai suoni, alle tecnoculture e alla ruralità, in programma dal 28 al 30 luglio a San Martino Valle Caudina. Ritorna e abbraccia «Liminaria», il progetto di residenze artistiche nelle aree rurali della Campania, fino a coinvolgere il Sannio e l’Irpinia: Colle Sannita, Montefalcone di Val Fortore, Aquilonia, San Martino Valle Caudina.
E’ Leandro Pisano, direttore artistico della rassegna insieme ad Alessandro Esposito, a spiegare, nel corso della conferenza stampa alla Scuola Enologica, come «Ritorniamo in un mondo completamente trasformato dalla crisi pandemica. La tecnologia ha consentito di vincere le distanze, trasformando i concetti spaziali di riferimento ma anche l’arte è stata posta di fronte a nuove sfide e nuove tematiche da affrontare. Il filo conduttore è Substantiae motus, l’energia come processo di trasformazione della materia invisibile e visibile. Ad alternarsi saranno talk sul ruolo dell’energia nelle arti e sull’architettura nelle aree marginali, installazioni sonore fruibili in loco o scaricabili attraverso le app e performance musicali». Tra le conferme, quella della summer school, che esplora le infinite manifestazioni delle energie, intese come complesso di forze invisibili che determinano le trasformazioni di tempo e spazio nel contesto di San Martino Valle Caudina e del territorio che lo circonda. «La scuola – spiega ancora Pisano – vuole costruire una collettiva di lettura delle energie che muovono le (in)visibili trasformazioni di questo territorio e di ciò che coinvolgono: gli elementi ecosistemici, i ruoli di genere, il paesaggio, i tempi, le relazioni. La volontà è quella di collaborare alla ri-costruzione di narrazioni antiche e inedite che potranno almeno raccontarne un esperire collettivo: a prendere forma sarà una guida percettiva di San Martino Valle Caudina».
Parte integrante del progetto le residenze artistiche che non si sono mai fermate anche in tempi di pandemia. «Siamo partiti – prosegue Pisano – da un workshop sul paesaggio sonoro, tenutosi nel giugno scorso a Colle Sannita, condotto da Joe Sannicandro, per proseguire con le residenze inserite nel progetto di cooperazione transnazionale col Giappone in collaborazione con Interzona nel segno di “Energies in the rural” con gli artisti Soichiro Mihara e Yukiko Shikata. L’obiettivo era lo studio dell’impatto delle politiche di governance energetiche nei piccoli centri. Il progetto è cominciato in Abruzzo e proseguito al Museo di Aquilonia dove sarà presentato domani – oggi per chi legge ndr – per fare tappa a San Martino. Questo percorso si affiancherà ai workshop con Alessandra Pioselli, Raffaella Spagna e Andrea Caretti».
E’ Francesco Quarto, nel coordinamento del festival, a spiegare come «Si tratterà di performance che abbracciano anche l’elettronica sperimentale. Abbiamo voluto far incontrare tradizione e contemporaneità, artisti che usano l’elettronica contemporanea incontrano suonatori tradizionali, legati a strumenti come fisarmonica e fiati. Tra gli ospiti internazionali Robert Lippok, con la sua elettroacustica non solo elettronica, insieme a loro Populos, alias Anrea Mangia, Malatesta, Peak, State of flow, Go dugong, Fabio Perletta», Tra le novità la collaborazione con festival affermati legati alle arti digitali come Sintesi e Flussi, diventati negli anni un riferimento per le arti digitali. E’ Gianni Papa di Flussi a spiegare come a caratterizzare il cartellone di Interferenze sarà anche Improphonia, un programma made by Flussi «Centrale sarà l’improvvisazione, con ricombinazioni inedite di artisti per sprigionare nuove energie, in uno scenario suggestivo come il lungofiume. Dopo lo stop della pandemia c’è tanto desiderio di fare, ci sono tante energie che chiedono di mettersi di nuovo all’opera ma soprattutto c’è il desiderio di stare insieme, fare festa e creare». L’obiettivo è ambizioso, lavorare a una prima rete di organizzazioni legate alle arti elettroniche in contesti rurali «anche per decostruire – spiega Pisano – la retorica legata alla narrazione delle aree interne. La politica fa fatica a sostenere rassegne come queste, ad abbracciare la visione che anima una progettualità come quella di Inteferenze. Abbiamo realizzato questo festival senza finanziamenti regionali e, malgrado ciò, abbiamo voluto che l’ingresso fosse rigorosamente gratuito». Il festival è promosso con il sostegno dell’Università degli Studi Roma Tre, Comune di San Martino Valle Caudina, Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Avellino, GAL Partenio e con il patrocinio del Madre, dell’Università di Salerno, del Centro studi Media Culture Società in collaborazione con pro loco e forum dei giovani di San Martino

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