CALABRITTO – Le condizioni strutturali e organizzative della scuola dell’infanzia di Calabritto tornano al centro del dibattito pubblico e istituzionale. A riaccendere i riflettori è una formale nota inviata al Prefetto di Avellino e al sindaco Gelsomino Centanni da Fabio Castagno.
La vicenda prende le mosse dalle recenti proteste dei genitori dei 16 bambini di tre anni assegnati alla Sezione C. Le famiglie hanno contestato le modalità del trasferimento degli alunni e la ridotta metratura dell’aula, descrivendo l’ambiente come “stretto e angusto” e ponendo forti perplessità sulla sicurezza dei piccoli.
“Oggi non è Fabio Castagno a manifestare pubblicamente preoccupazioni sulla scuola. Oggi sono le mamme della Sezione C”, osserva Castagno. “Allora, caro sindaco, consentimi una domanda: anche nei confronti delle mamme della Sezione C il Comune di Calabritto intenderà costituirsi parte civile?”.
Nell’istanza inviata alle autorità, Castagno formula una serie di quesiti diretti all’Amministrazione comunale: quali provvedimenti concreti siano stati adottati dopo le rimostranze dei genitori; se sia stato disposto un sopralluogo tecnico per verificare “dimensioni, idoneità, aerazione e sicurezza” dei locali; chi abbia autorizzato il trasferimento e sulla base di quale documentazione ufficiale.
Al Prefetto di Avellino viene richiesto un intervento di verifica amministrativa per “non considerare questa comunicazione una semplice polemica”, garantendo che la tutela dei minori rimanga prioritaria. Contestualmente, Castagno chiede di verificare le condizioni igienico-strutturali della struttura
“La scuola non appartiene al sindaco, non appartiene alla maggioranza, non appartiene all’opposizione e non appartiene a Fabio Castagno”, conclude la nota. “La scuola appartiene ai bambini”.

