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Se l’egoismo prevale sulla solidarietà

Con il bel tempo e nonostante la pandemia, sono ripresi gli sbarchi dei disperati dalle coste della Libia e cella Tunisia e, purtroppo, anche i morti in mare. Da gennaio sono sbarcati già più d 13.000 migranti e a Lampedusa è già emergenza. Il ministro Lamorgese è alle prese con un piano che, senza il concorso delle forze politiche di opposizioni e il coinvolgimento attivo dell’Europa, che assuma decisamente il problema e lo avvii a soluzione, non può funzionare e – come sempre succede in Italia- i problemi si avvitano su se stessi, si incancreniscono ma non si risolvono. La questione è tornata prepotentemente alla ribalta nei media, nei social e nelle televisioni e le parole, quasi sempre insulse e false, si ripetono con assordante monotonia, semplificazioni, stereotipi e fake news.

Salvini, ringalluzzito dal proscioglimento del tribunale di Catania sull’affare Gregoretti e la Meloni, che propone addirittura un blocco navale contro la Libia e la Tunisia) hanno rispolverato il linguaggio abituale, divisivo e razzista, che parla alla pancia dei più sprovveduti ignorando la storia e perfino la geografia oltre che i bisogni dell’Italia e  non si rendono conto che i migranti sono una risorsa per l’Italia per frenare la diminuzione costante di nascite di una popolazione che non cresce ed invecchia e lo spopolamento progressivo di interi paesi. E’ come se ogni anno si chiudesse una città come Firenze. Senza contare il valore della solidarietà, lenta e vista con indifferenza, di un’Europa responsabile del colonialismo e del disastro recente, delle guerre fomentate e guidate e della vendita di armi. Per Roberto Saviano (Corriere del 12 maggio scorso) l’emergenza migranti è anche una emergenza umanitaria, “L’immigrazione per un Paese demograficamente morto come l’Italia è una benedizione e una necessità”.

Gli immigrati (che non provengono solo dall’Africa) in Italia sono 5,4 milioni (il 52% donne) e costituiscono l’indice più basso dei paesi europei, con la sola eccezione della Francia. Per metà sono comunitari, anch’essi clandestini. Fanno i mestieri che gli italiani non vogliono più fare: badanti, domestici, addetti alle pulizie e alla ristorazione, venditori ambulanti, e sono occupati in settori che, senza il loro apporto, sarebbero destinati al collasso: strutture alberghiere ristorazione, manifatturiero, edilizia. Un terzo proviene dall’Albania, dal Marocco e dalla Cina con la prevalenza di maschi, mentre dall’Ucraina e dalla Moldavia vi è una prevalenza di donne Oltre 346.000 sono impiegati in agricoltura e spesso sono pagati e sfruttati in modo indecente e incivile. Senza di loro l’agricoltura e la zootecnia avrebbero un colpo mortale. Le regioni che occupano più immigrati in agricoltura, in genere clandestini, sono quelle del Sud: Puglia, Sicilia, Calabria.

Non si capisce per quale ragione politica e sociale, se non per innato razzismo, superficialità e strumentalismo propagandistico, si continui a negare lo Ius soli (cittadinanza) ai bambini nati in Italia, che frequentano scuole italiane, che giocano con i roro amichetti senza farsi condizionare dl colore della pelle, parlando lo stesso dialetto e dei quali alcuni di loro eccellenti nello sport, difendono i colori dell’Italia! Né si capisce come personaggi politici, populisti razzisti e ignoranti continuino ad avere consenso elettorale in un’Italia che è stata, da sempre, crogiuolo di razze, di tolleranza di solidarietà, e sede del Papato, formata in gran parte di cattolici che si professano cristiani ma che continuano a disattendere i moniti di un grande Papa come Francesco! E’ l’egoismo individuale, la scarsa sensibilità politica, il disinteresse delle Istituzioni e uno sguardo miope del domani sponsorizzato da politici di mezza tacca, ha preso il sopravvento sul senso civico, sulla solidarietà, su una umanità e su una civiltà che è stata la continuazione dell’antica Roma e patrimonio comune di una nazione di cattolici.!

di Nino Lanzetta

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